Il “contabile” dei narcos colombiani e il traffico di cocaina, la rete di Rinzivillo: chiuse le indagini

 
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Il gruppo di Rinzivillo era attivo anche a Roma

Gela. Una vasta rete di rapporti intessuta in Germania, attraverso fidati luogotenenti. Secondo i pm della Dda di Caltanissetta, il presunto boss Salvatore Rinzivillo, che avrebbe ricevuto i galloni del comando direttamente dai fratelli ergastolani Antonio e Crocifisso, aveva scelto il territorio tedesco come base logistica per far arrivare la droga in Italia, soprattutto la cocaina. Dopo gli arresti scattati al termine del blitz “Extra fines-Cleandro”, i pm della Direzione distrettuale antimafia nissena hanno chiuso le indagini nei confronti di undici presunti esponenti del gruppo controllato da Rinzivillo. Le accuse vengono mosse nei confronti di Ivano Martorana, Paolo Rosa, Riccardo Ferracane, Giuseppe Cassaro, Mario Cassaro, Nicola Gueli, Salvatore Gueli, Vincenzo Spiteri, Gabriele Spiteri e Francesco Doddo. Si tratta dell’esito finale dell’inchiesta parallela a quella ribattezzata “Extra Fines-Druso”, che ha consentito agli inquirenti di alzare il velo sugli affari dei Rinzivillo a Roma e in altre zone della penisola. Questa volta, però, i pm hanno scandito le tappe di quello che sarebbe stato un vero e proprio traffico di droga, su vasta scala. Dalla Germania, i rifornimenti venivano poi destinati all’Italia. Rinzivillo avrebbe avuto a disposizione referenti in divere regioni, dal Lazio alla Sicilia. In Germania, si sarebbe servito di siciliani, ormai da anni presenti sul territorio. Anche in questo caso, come già emerso al termine dell’inchiesta “Extra fines-Druso”, i suoi “soldati” di fiducia sarebbero stati Ivano Martorana e Paolo Rosa. Il presunto business sarebbe stato favorito da contatti preferenziali con un gruppo turco, secondo gli inquirenti capeggiato da Osman Kavac (che però non risulta indagato), e con un “portavoce” europeo dei cartelli colombiani. Gli investigatori si sono concentrati su quello che viene considerato il “contabile” in Olanda dei narcos, Thomas Deichner (non indagato), che avrebbe avuto buone entrature anche con i calabresi della famiglia Strangio.

Il traffico di droga dei Rinzivillo, quindi, avrebbe goduto del beneplacito dei grossisti più importanti. Una ricostruzione che i legali di Rinzivillo e degli altri indagati hanno respinto, già in fase di indagine. A questo punto, i magistrati nisseni potrebbero formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio per i coinvolti, difesi dagli avvocati Roberto Afeltra, Calogero Meli, Alfonso Neri, Grazio Ferrara, Salvatore Pennica, Giuseppe Rapisarda, Angela Porcello e Fabrizio Formica.

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