Il debito e le intimidazioni, spari contro un negozio di ottica: rappresentante impugna condanna

 
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Gela. Prima, le minacce e, poi, gli spari contro la vetrina del suo negozio di ottica, in via Crispi. Vittima fu il titolare dell’attività commerciale. Dietro all’intimidazione, ci sarebbe stato un presunto debito contratto con un grossista campano, che in quel periodo commerciava in occhiali. A rispondere delle minacce fatte recapitare all’esercente, è un rappresentante del settore, Michele Pennisi, già condannato sia in primo che in secondo grado. I giudici della Corte d’appello di Caltanissetta, a marzo, gli hanno ridotto la condanna, da tre anni di reclusione a due. E’ caduta l’aggravante del metodo mafioso. I legali che lo rappresentano hanno impugnato il verdetto di secondo grado e il caso verrà trattato dai giudici di Cassazione. Il giudizio è stato fissato. Il titolare del centro ottico è parte civile, rappresentato dall’avvocato Carmelo Terranova. Secondo le accuse, sarebbe stato il rappresentante a fare da presunto tramite, mentre a sparare sarebbero stati alcuni catanesi, appositamente ingaggiati.

Per gli stessi fatti, davanti al collegio penale del tribunale di Gela, è a processo Giovanni Viscuso, che invece avrebbe preso parte all’azione di fuoco contro la rivendita. Le indagini sono state condotte dai pm della Dda di Caltanissetta. Il sospetto è che chi abbia agito, possa aver avuto contatti con gruppi legati alla criminalità organizzata.

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