Il fiume Gela puzza come una latrina, Di Blasi: scarico fognario ignorato

 
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Gela. Dovrebbe essere il biglietto da visita della città per chi arriva dai comuni iblei.

Fiume puzzolente. Le acque che scorrono dall’alveo del fiume Gela sono invece scure e puzzano come una latrina. Almeno da quattro giorni. Una situazione che inevitabilmente ha acceso i riflettori sul rispetto e il decoro dell’ambiente. Il sindaco Domenico Messinese, intervenuto dopo la segnalazione dell’ambientalista Saverio Di Blasi, mette le mani avanti.

L’intervento del Comune. “I tecnici dell’Asp hanno prelevato dei campioni di acqua – rassicura il primo cittadino – Loro hanno l’obbligo di segnalare ogni eventuale anomalia. Potrebbe trattarsi anche di materiale organico rilasciato a monte che, in questa circostanza, non richiederebbe un intervento di bonifica”.

Non la pensa allo stesso modo Di Blasi, presidente dell’associazione Aria nuova, convinto che aspettare l’esito di laboratorio dei campioni di acqua prelevati dal fiume Gela sia solo un modo per non intervenire e ignorare un episodio che, a suo dire, sarebbe una prassi ormai da anni.

Il tratto interessato. Il tratto del fiume interessato dal cattivo odore e dal colore scuro delle acque è quello compreso tra gli attraversamenti stradali di via Falcone, via Generale Cascino e, più lievemente, lungomare. Alla foce non mancano bagnanti e pescatori incuranti del divieto di balneazione.

Lo sfogo dell’ambientalista. “Ho sollecitato l’intervento dei militari della Capitaneria di porto – accusa Di Blasi – ma sono stato ignorato. Sono giunti sul posto i tecnici dell’Asp ma solo per prelevare dei campioni. Nessuno ha ritenuto opportuno arginare il tratto inquinato da sicure acque fognarie. Ci sono gravi responsabilità da parte degli organi preposti al controllo e alla tutela del territorio. L’ambiente viene mortificato. Quell’odore sgradevole non è casuale – incalza l’ambientalista – La situazione è molto grave. Non è una chiazza ma una corposa presenza di sostanza inquinante in tutto il tratto fluviale. Probabilmente hanno scaricato i liquami provenienti dai reflui di Gela. Non ho mai visto un inquinamento cosi vasto e intenso.

Questa è fogna. Sappiamo da dove proviene. Sono anni di denunce sottoposte anche alla procura. Gli organi preposti non intervengono. Il sindaco dovrebbe stazionare sul posto e ordinare una bonifica cautelativa ancora prima dell’esito delle analisi di laboratorio. Non resterei sorpreso se si scoprisse che si tratta di un guasto alle pompe di sollevamento delle acque fognarie”.

clicca sul link per il video dell’intervista a Di Blasi: http://www.quotidianodigela.tv/play/?video_id=137074

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