Il maxi progetto “Ciliegino”, fissata l’udienza dopo l’esposto: il gip decide sull’archiviazione

 
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La posa della prima pietra nei cantieri del progetto "Ciliegino"

Gela. Il giudice delle indagini preliminari deciderà a maggio se archiviare oppure disporre il proseguo delle indagini, scaturite da un esposto sul maxi progetto “Ciliegino” di Agroverde, fermo da oltre quattro anni. Un investimento che avrebbe dovuto assicurare occupazione nel settore dell’agricoltura alimentata da energie rinnovabili. E’ stata fissata l’udienza dopo che i responsabili delle associazioni Aria Nuova e Amici della Terra, lo scorso ottobre, si sono opposti alle nuova richiesta di archiviazione, giunta dai pm della procura. Una richiesta bis, scaturita dagli ulteriori approfondimenti che vennero imposti ai pm proprio dal gip del tribunale. Per i magistrati della procura, però, non sarebbero emerse condizioni tali da giustificare un seguito delle indagini. Nella prima richiesta di archiviazione, si leggeva che “non sono emersi elementi utili per l’identificazione degli autori del reato che, allo stato, appare peraltro incerto nella sua qualificazione e collocazione fattuale”. Gli ambientalisti Saverio Di Blasi ed Emanuele Amato, rappresentati dall’avvocato Joseph Donegani, invece nel loro esposto hanno ipotizzato estremi di reato come la truffa e l’abuso di ufficio.

La fideiussione e i danni all’ente. Tra i grossi punti interrogativi, ci sarebbe la polizza fideiussoria a garanzia dell’ente comunale rispetto all’ipotesi di fallimento dell’intero progetto. In questo caso, in base a quanto formulato dai responsabili delle associazioni, sarebbe stata violata la convenzione stipulata tra Agroverde e Palazzo di Città. Il Comune, fino ad oggi, non avrebbe mai avuto la possibilità di incassare quei soldi, destinati a soddisfare le richieste degli espropriati. Il possibile danno finanziario per le casse dell’ente sarebbe enorme (con gravissime ricadute in termini di debiti fuori bilancio). Non sono stati trascurati gli aspetti legati alle ricadute ambientali sull’area utilizzata per i primi lavori. Dopo l’avvio dei cantieri, gli interventi di sbancamento hanno del tutto modificato lo stato dei luoghi, lungo una vasta fascia che si estende tra le contrade Cappellania, Tenuta Bruca e Sant’Antonio. Toccherà al gip emettere una decisione.

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