Il Natale di Don Lino: “Dio non è stanco di noi, viviamo rapporti sinceri e amabili”

 
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Gela. Sarà un Natale che non dimenticheremo facilmente, un Natale molto particolare come lo è stato il primo, che riproporrà l’autenticità e l’essenzialità del suo messaggio: è la festa dell’umiltà di Dio. Anche Gesù è nato lontano e fuori da un contesto di festa come di solito avviene per la nascita di un bambino. Anche Giuseppe e Maria si trovano ad obbedire a un decreto legge, soli e lontani da casa.

Eppure Gesù trova la ricchezza nella tenerezza di Maria e nel sorriso di Giuseppe. Attorno a loro c’è solo il calore degli animali che condividono gli stessi spazi. Solo dopo arrivano i magi e i pastori, quest’ultimi emarginati e lontani dalla gente, perché considerati impuri, dannati, ma loro per primi godranno della gioia di contemplare la luce di Dio nella Santa Notte. Tutti si muovono a Natale: Maria, Giuseppe, i pastori, i magi, anche gli Angeli… tutti verso la grotta, troveranno “un bambino avvolto in fasce deposto in una mangiatoia”. Solo Erode rimane paralizzato per la sua superbia e per la  paura di perdere il suo potere. Anche noi oggi mettiamoci in cammino verso le mangiatoie della storia dove Dio si incarna: case, ospedali, cliniche, RSA, luoghi di sofferenza e di solitudine dove Dio bambino ci aspetta.

Come Maria e Giuseppe nella notte santa, l’umanità sta vivendo ormai da circa un anno una grande fatica, un periodo in cui sperimentiamo che bisogna prendersi cura l’uno dell’altro così come ci ricorda Papa Francesco: “nessuno si salva da solo”.

Il Signore non ha voluto eliminare i problemi per consentirci di essere insieme a Lui protagonisti nella e della storia. Il travaglio deve necessariamente generare vita nuova. Il Natale ci ricorda che Dio non è stanco di noi, non se ne è andato, ma ci viene incontro, ci ricorda la povertà di Dio che si fa piccolo per stare accanto a noi e  che vuole che viviamo rapporti sinceri e amabili. Perché questo si realizzi, bisogna che si metta del proprio, senza timore, senza criticare o denigrare l’altro, senza vedere sempre le cose che non vanno.

Anche se in questo tempo natalizio si avverte ancor di più il bisogno di godere della presenza degli affetti, oggi siamo chiamati ad essere prudenti e rispettosi. Vi auguro a tutti Buon Natale e un sereno 2021, pieno delle consolazioni del Signore.  don Lino di Dio

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