Il Pd esulta ma è superato da Forza Italia e grillini…flop del candidato di Siciliano: il centrodestra è ancora Federico-dipendente

 
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Gela. Il centrodestra batte nettamente il centrosinistra.


Il Pd non vince. Forza Italia si mangia il Pd, che però piazza Giuseppe Arancio all’Ars, mentre i grillini del Movimento cinque stelle sono il secondo partito in città, battendo anche i dem. Sono questi i rapporti di forza che escono dalle urne delle regionali. Il Pd, dilaniato da lotte interne ed esami di coscienza probabilmente mai portati a termine, si consola solo con la riconferma del deputato uscente Arancio. Per il resto, però, i dem e l’intero centrosinistra locale piangono. L’ex roccaforte in città non c’è più. Il gruppo di centrosinistra locale porta a casa almeno quattromila voti in meno rispetto ai rivali del centrodestra. Il deputato uscente Pino Federico e il suo antagonista interno Michele Mancuso hanno incoronato i forzisti che in città mettono in saccoccia ben oltre seimila voti, contro i neanche tremila dei dem. Il Pd, peraltro, a livello provinciale non arriva neanche all’11%, contro l’oltre 29% dei grillini e il 16% dei forzisti.

Flop di Siciliano. Nel campo di centrosinistra, non ingranano né il progetto dell’ex dem Giuseppe Ventura con Sicilia Futura né quello crocettiano di Ennio Di Pietro, sostenuto anche dal capogruppo Pd Vincenzo Cirignotta. Di Pietro va verso i 1.500 voti mentre Ventura supera quota 1.200. Un flop totale è quello degli alfaniani, neanche al 2% in provincia e con il candidato locale Angelo Caci che non arriva ad ottocento voti. Un flop ancora più significativo, perché sponsorizzato dall’uomo forte della giunta Messinese, il vicesindaco Simone Siciliano, surclassato dalla marea grillina. Il vice di Messinese è stato tra le menti dell’epurazione dei cinquestelle dalla giunta, ma i grillini hanno toccato quote elettorali altissime, tanto da piazzare all’Ars proprio uno degli epurati, l’ex assessore comunale Nuccio Di Paola. Il centrodestra locale sembra, invece, ancora Federico-dipendente. L’ormai ex deputato all’Ars ha trascinato tutto il gruppo locale, toccando quasi quattromila voti in città, fatto fuori solo dalla fronda  interna che ha appoggiato invece Michele Mancuso. Poca roba, dalla candidata di DiventeràBellissima Anna Comandatore, superata di gran lena da quello che è stato un suo rivale per la candidatura nel gruppo di Musumeci, il medico Vincenzo Pepe, che tra le fila dell’Udc invece si è preso quasi 1.800 voti, trascinando il partito in provincia, con oltre il 7%. In quella che era la roccaforte del centrosinistra, governa una giunta no logo, in cerca di attracchi politici, e le regionali le ha vinte il centrodestra. In piazza, a festeggiare, però vanno i dem che il candidato l’hanno comunque portato a casa, all’ombra del successo grillino.   

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