Il piano per incastrare Timpanelli, nessuna calunnia al finanziere: archiviate le accuse

 
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Timpanelli è stato scagionato da tutte le accuse

Gela. Né diffamazione né calunnia. Per i pm della procura mancano gli estremi per procedere nei confronti di Domenico Timpanelli, insegnante che negli scorsi anni fu al centro di un caso giudiziario scattato dopo il suo arresto. Inizialmente accusato di detenzione e spaccio di un notevole quantitativo di hashish, le contestazioni nei suoi confronti caddero del tutto. La droga, invece, sarebbe stata piazzata appositamente per incastrarlo. Dopo l’assoluzione, Timpanelli non ha mancato di denunciare quanto gli era accaduto, lanciando sospetti anche sulle scelte degli allora vertici locali della guardia di finanza, che coordinarono il blitz. L’ufficiale Paolo Salemi, citato proprio da Timpanelli in interventi pubblici, l’ha denunciato. I pm della procura, però, non hanno accertato gli estremi per andare avanti ed eventualmente esercitare l’azione penale contro l’insegnante. Hanno chiesto l’archiviazione che è stata disposta dal gip Paolo Fiore, dopo l’opposizione dei legali del finanziere. “I fatti riportati nelle dichiarazioni rese da Domenico Timpanelli – si legge nel provvedimento di archiviazione – e tacciate di falsità, in realtà contengono circostanze che, sebbene siano state prospettate in maniera difforme rispetto alla prospettazione originaria, sono comunque riconducibili ad avvenimenti realmente accaduti e ad un contesto caratterizzato da spiccata conflittualità”. “Le pubblicazioni di Domenico Timpanelli – si legge ancora nel provvedimento – rappresentano prospettazioni sostanzialmente compatibili con lo scenario emerso dalla vicenda giudiziaria che l’ha riguardato”. In passato, erano invece state archiviate le accuse mosse contro il finanziere (uscito del tutto dalla vicenda).

Nel corso delle indagini avviate dopo il ritrovamento dell’hashish nel passaruota della vettura di Timpanelli, venne scoperto che la droga era stata collocata per arrivare all’arresto, senza però che fosse riconducibile all’insegnante. Per questi fatti, è già arrivata la condanna, in primo e secondo grado, ai danni del faccendiere siracusano Biagio Tribulato, che sarebbe stato la fonte dei finanzieri per il blitz. L’indagine si è poi estesa all’assicuratore Vincenzo Acciaro.

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