Impianto compostaggio Brucazzi, Tar conferma effetti interdittiva antimafia per Tech

 
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Gela. Le attuali sorti dell’impianto di compostaggio di contrada Brucazzi, in questa fase, sono strettamente legate a quanto sta accadendo alla società siracusana Tech servizi. E’ tra le più importanti del settore sull’isola, ma a febbraio la prefettura di Siracusa ha rilasciato un’interdittiva antimafia, con il sospetto di collegamenti tra uno dei soci e imprenditori ritenuti vicini ai clan. I giudici del Tar Catania, dopo un primo decreto presidenziale che bloccava solo temporaneamente gli effetti dell’interdittiva, hanno respinto la richiesta di sospensiva avanzata dai legali dell’azienda. Almeno fino al giudizio di merito, il provvedimento emesso nei confronti della Tech continuerà a produrre effetti. L’interdittiva e i sospetti di possibili infiltrazioni criminali nella compagine societaria stanno inevitabilmente pesando sugli appalti gestiti dall’azienda nel settore dei rifiuti. La prefettura di Caltanissetta, subito dopo l’emissione dell’informativa antimafia, ha chiesto riscontri sia al Comune che all’Ato Cl2. Il commissario Giuseppe Panebianco ha risposto e non sono stati accertati elementi per bloccare il rapporto contrattuale. Adesso, arriva la decisione del Tar Catania, che non sospende gli effetti dell’interdittiva.

Alla stessa Tech e alla General Service, che operano come raggruppamento temporaneo di imprese, è stato da poco rinnovato il rapporto di conduzione dell’impianto di compostaggio, fino al dicembre del 2021. L’importo complessivo definito nel 2017 è di 427 mila euro e non sono state modificate le condizioni economiche. I vertici di Ato, anche in base a quanto verificato, non hanno riscontrato elementi per rescindere il rapporto contrattuale. La determina che estende la conduzione dell’impianto di compostaggio fino al dicembre del prossimo anno è stata firmata il 27 aprile.

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