“In città M5s non è morto”, Morgana: “Protocollo passo avanti mai condiviso accordo di programma”

 
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Morgana parla di "troppo attendismo" in città

Gela. Gli ultimi risultati elettorali e il trambusto interno, con il passo indietro del capo politico Luigi Di Maio, non hanno di certo giovato alla “salute” del Movimento cinque stelle. L’ex candidato a sindaco Simone Morgana, per tre anni consigliere comunale, tiene subito a sgomberare il campo da possibili equivoci. “Il movimento non è morto, neanche a livello locale – dice – anzi, stiamo lavorando molto. Sono d’accordo sul fatto che sia una fase di transizione, ma in periodi come questo non si abbandona, si lavora ancora di più per costruire”. Di recente, Morgana si è rivisto nella corsa tra i possibili facilitatori, una scelta tutta interna ai pentastellati. Dell’attuale sindaco Lucio Greco è stato avversario alle amministrative dello scorso anno e spiega subito che secondo la sua ottica “in città c’è troppo attendismo”. I dialoghi politici ampi, anche con l’amministrazione comunale, non li prende neanche in considerazione. “Dobbiamo distinguere – spiega – una cosa è la collaborazione istituzionale cha sta garantendo il viceministro Giancarlo Cancelleri, subito pronto a parlare con il sindaco ma non potrebbe essere altrimenti. In consiglio comunale, la situazione è diversa. Non c’è nessun rapporto politico con la maggioranza”. Percorsi differenti che Morgana sintetizza subito rifacendosi al programma elettorale presentato alle amministrative. “Ad oggi, non si parla affatto di quello che abbiamo portato avanti – continua – con Eni si usa ancora un dialogo da vecchia politica. Di beni comuni non ho proprio sentito parlare, così come di mobilità sostenibile o di lotta alla dispersione scolastica. C’è un continuo riferimento solo a Caltaqua, quasi a voler distrarre l’attenzione da tanti altri problemi, e ai rifiuti, con un approccio molto incerto da parte dell’amministrazione”.

Niente “flirt” politici con gli “arcobaleno” di Greco e Morgana ne approfitta per rivendicare le bandiere grilline, a cominciare dal protocollo di fine anno, con le firme di Eni e Ministero dell’ambiente. “Il protocollo sulla decarbonizzazione è un importante passo in avanti – conclude – finalmente, ci sono impegni concreti sull’innovazione tecnologica da parte di Eni e sull’ambiente. Non è carta straccia, come qualcuno ha detto. L’accordo di programma? Non ci ha mai trovati d’accordo, però dovevamo per forza finanziarlo, altrimenti avremmo rischiato di perdere le somme. Sono convinto che sia stato pensato male. L’abbiamo più volte ripetuto, anche in consiglio comunale”. Morgana cerca di non perdere la spinta originaria, che in città portò i pentastellati a stravincere le amministrative 2015, ma anche i grillini locali risentono dei numeri in calo, nonostante possano contare su un senatore (Pietro Lorefice) e due deputati regionale (Nuccio Di Paola e Ketty Damante), e di una “foga” politica, che non sembra più quella degli inizi.

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