In giunta civici ridimensionati? Faraci: “Nessuna bocciatura del vicesindaco ma serve collegialità”

 
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Faraci e il vicesindaco Terenziano Di Stefano

Gela. “Fino a quando verrà rispettato il perimetro del progetto politico, noi ci saremo. In caso contrario, faremo le dovute valutazioni”. Il consigliere comunale Rosario Faraci, che fa parte del gruppo civico di “Una Buona Idea”, non dà nulla per scontato, soprattutto dopo il varo della giunta bis del sindaco Lucio Greco. I “civici” l’hanno sempre sostenuto, anche in aula consiliare, non vogliono essere semplici “yes man”. Si era ipotizzato che il dissenso interno alla maggioranza potesse produrre ribaltoni altisonanti. Così, per ora, non è stato. Dem, forzisti e gli stessi “civici”, seppur fortemente in dissenso con le ultime scelte griffate Greco, paiono intenzionati a non lasciare la giunta. “Una Buona Idea” fa affidamento sull’assessore Terenziano Di Stefano. Il vicesindaco, come filtra da voci di palazzo, avrebbe atteso la conferma delle decisioni dell’avvocato, così da tirare le prime somme politiche. Il suo ruolo e quello della componente civica della maggioranza sono stati ridimensionati, a vantaggio dei fedelissimi di Greco e dell’Udc, adesso alleato “arcobaleno”? Faraci ha un punto di vista, non necessariamente prevedibile, anzi. “Ridimensionati? Lo valuteremo – aggiunge – non ci siamo mai occupati di posti o di deleghe. Abbiamo sempre sostenuto che siano necessari un percorso, gli strumenti per arrivare agli obiettivi e scelte condivise nell’ambito del programma. Non siamo affezionati alla sedia ma siamo in giunta perché abbiamo stilato a quattro mani il programma, con Greco e con i suoi riferimenti. Il peso delle deleghe va valutato con parametri certi. Il fatto di essere soddisfatti o meno del percorso politico non dipendente necessariamente dalle deleghe”. Il consigliere è ancora più esplicito. “Avrei parlato di ridimensionato se ci fosse stata la bocciatura del vicesindaco, che comunque si occupa trasversalmente di più settori – aggiunge – così, non è stato. Altrettanto trasversale è lo sviluppo economico, che comunque rimane. Altro discorso è l’organizzazione. In passato, quella dei settori e degli assessorati non è stata curata e oggi ci ritroviamo, ad esempio, lo sviluppo economico, senza settori come la pesca e l’agricoltura. Dobbiamo fare in modo che domani non capiti più”.

L’esponente “civico”, molto vicino al vicesindaco Terenziano Di Stefano (che negli ultimi giorni è stato piuttosto abbottonato), ammette le tensioni sorte dopo l’ufficialità dell’ingresso in giunta dell’Udc, alle amministrative partito alleato della coalizione di centrodestra. “Credo che l’ingresso dell’Udc potesse essere collegialmente discusso – dice ancora – forse, si sarebbero evitate le polemiche. Abbiamo sempre sostenuto che ci voglia collegialità e dialogo, che sono mancati. Ci interessa che vada avanti il progetto politico, poi tutti sono comunque liberi di prendere decisioni differenti”. Per ora, da “Una Buona Idea” arriva una specie di giudizio sospeso, ma difficilmente Di Stefano e i suoi potranno accettare nuove folate politiche che possano far volare via le loro insegne politiche dallo stendardo “arcobaleno”.

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