Inaugurazione green refinery, Giudice non ci sarà: “Ora ricostruire rapporto sano con industria”

 
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Giudice guarda ad un nuovo rapporto tra città e industria

Gela. Alla inaugurazione di domani pomeriggio della nuova green refinery di Eni non ci sarà il segretario confederale della Cgil Ignazio Giudice. Un’assenza che non è polemica, anche se uno sguardo piuttosto critico alla politica locale il sindacalista non l’ha mai risparmiato. Non ci sarà, perché dà più importanza agli effetti del nuovo investimento piuttosto che alle formalità pubbliche. Giudice tiene a ribadire l’importanza della scelta effettuata da Eni e la centralità di questo investimento, nel tessuto economico locale. Allo stesso tempo, non dimentica altre inaugurazioni, rivelatesi poi prive di effetti positivi sul territorio. “Da cittadino e operatore sociale ho scelto da anni di non partecipare ad alcuna inaugurazione, perché nella mia città e in tante altre del sud, spesso le feste di inaugurazione hanno portato “sfortuna” ed io invece auguro alle lavoratrici, ai lavoratori, alle imprese locali e non solo, per farla breve a tutti coloro che hanno creduto nella riconversione e quindi nella sfida di innovare, un buon avvio del processo di bioraffinazione – dice – potrei fare un lungo elenco di inaugurazioni e pose della prima pietra alle quali ho scelto di non partecipare, ultima in ordine di tempo quella per il progetto del costruendo polo agro fotovoltaico, ormai noto per le indagini della procura e per i volti sorridenti di tanti politici, con ruffiani al seguito contenti del nulla. Il sindacalista è innanzitutto un uomo, un cittadino, quindi ha la propria sensibilità, la propria visione delle azioni e comprendo il piacere dei vertici Eni di inaugurare un obiettivo ben realizzato con un valore di spesa di quasi 300 milioni di euro”.

Giudice parla anche di un nuovo rapporto tra la città e l’industria. “Enrico Mattei, fondatore di Eni, affermò in tante occasioni pubbliche che “l’impegno è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono”. Ecco, sta qui la chiave di svolta – continua – il vedere ciò che è stato, ciò che è la proiezione per le generazioni di oggi, partendo dai bambini. Nel futuro ricco di oggi, intendo delle idee e dei sogni di tanti, ma anche dal valore della coerenza ed io mi sento coerente così. Un caro saluto ai presenti, dagli operai ai dirigenti, ai miei colleghi sindacalisti di tutti i sindacati, alle istituzioni, ai tantissimi gelesi che intendono ricostruire un rapporto leale con l’industria di Stato, con l’attuale gruppo dirigente di Eni, fatto anch’esso di uomini, idee, valori e sogni. Per questo, va sfidato su ciò che è giusto fare per rendere Gela e la Sicilia terre attrattive, moderne e competitive, terre libere e fiere della storia e dei regali della natura che l’uomo deve rispettare”.

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