Inchiesta “Cave canem”, ventuno dal gup: a gennaio la decisione

 
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I poliziotti ricostruirono diversi "colpi" anche usando le immagini dei sistemi di videosorveglianza

Gela. Sono in totale ventuno gli imputati, coinvolti in un’inchiesta che gli inquirenti ribattezzarono “Cave canem”. Davanti al gup Roberto Riggio, alcuni dei legali di difesa hanno preannunciato l’intenzione di optare per riti alternativi. La decisione anche sulla richiesta di rinvio a giudizio arriverà a gennaio. Martedì, in udienza preliminare, è stato avviato il procedimento, che scaturisce proprio dall’inchiesta, coordinata dai pm della procura e condotta dai poliziotti del commissariato. L’attenzione si focalizzò su diversi furti, compreso un “colpo” per le armi, ma anche sull’attività di un gruppo di giovani, monitorato dagli investigatori. Sono davanti al gup, Carmelo Ascia, Salvatore Perna, Giuseppe Migliore, Salvatore Curvà, Aleandro Di Pietro, Gaetano Cammarata, Gaetano Alferi, Giuseppe Ventura, Vittorio Graziano Comes, Epifanio Fontana, Gaetano Romano, Vincenzo Decorato, Calogero Daniele Infurna, Ayoub Bentalib, Daniele Nocera, Angelo Vella, Nunzio Accomando, Francesco Scollo, Calogero Pirino, Nicola D’Amico e Giuseppe Ciaramella.

A gennaio, verranno formalizzate le richieste della procura e quelle delle difese. Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Giacomo Ventura, Nicoletta Cauchi, Marco Granvillano, Cristina Alfieri, Giuseppe D’Aleo, Carmelo Tuccio, Davide Limoncello, Francesco Enia, Giuseppe Cammalleri, Giovanna Zappulla, Stefania Valente, Antonio Gagliano, Rocco Guarnacia, Ignazio Raniolo, Maurizio Scicolone, Giovanni Cannizzaro e Giuseppe Fiorenza.

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