Inchiesta “Exitus”, Zuppardo rimane in carcere: è accusato di aver spalleggiato Salvatore Rinzivillo

 
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Il cinquantacinquenne è stato coinvolto nell'operazione "Exitus"

Gela. Rimane in carcere il sessantaduenne Emanuele Zuppardo. Coinvolto nell’inchiesta antimafia “Exitus”, per gli investigatori sarebbe stato uno della vecchia guardia, ritornato a spalleggiare il boss Salvatore Rinzivillo. I giudici del tribunale del riesame di Caltanissetta hanno respinto il ricorso presentato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Roberto Afeltra. I poliziotti della mobile di Caltanissetta, che hanno condotto l’indagine, e i pm della Dda nissena, sono convinti che Zuppardo abbia anche partecipato ad un presunto summit di mafia, in città, all’interno di un bar, nella zona di via Tevere. Quel giorno, vennero individuati diversi esponenti, vicini al gruppo Rinzivillo, che si radunarono all’interno dell’attività commerciale. Arrivarono anche Rinzivillo e Zuppardo, che usufruiva di permessi, nonostante la sottoposizione agli arresti domiciliari. La difesa del sessantaduenne ha respinto completamente le accuse che gli vengono mosse, escludendo un suo coinvolgimento. Zuppardo, per anni, ha vissuto in Emilia, nella di Parma, ma gli inquirenti lo ritengono a disposizione del boss Salvatore Rinzivillo. Il legale che lo rappresenta si appresta a presentare ricorso in Cassazione.

Dal riesame, sono arrivati provvedimenti favorevoli solo per Benedetto Rinzivillo e Giuseppe Incorvaia, scarcerati a seguito dell’annullamento delle ordinanze (sono difesi dai legali Giacomo Ventura, Joseph Donegani ed Emanuele Maganuco). E’ stata confermata la custodia cautelare in carcere, invece, all’avvocato trentanovenne Grazio Ferrara, che a sua volta ha respinto l’accusa di far parte del gruppo Rinzivillo, sostenendo di non essere mai stato il referente del boss, fuori dal carcere.

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