Inchiesta su appalto rifiuti, Di Paola: “Verificare possibile sospensione Panebianco da incarichi”

 
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E' stato approvato il bilancio dell'Ato guidato da Panebianco

Gela. L’onda lunga dell’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dell’appalto rifiuti arriva anche all’Ars. Il deputato grillino Nuccio Di Paola ricorda le due commissioni d’indagine attivate in municipio durante la sindacatura Messinese, la prima soprattutto chiesta a gran voce dai pentastellati, e non trascura il ruolo dell’attuale commissario liquidatore dell’Ato Cl2 Giuseppe Panebianco. L’avvocato risulta tra gli indagati, anche se da quanto emerge già in fase d’inchiesta ha escluso qualsiasi suo coinvolgimento, riferendo agli investigatori. Per Di Paola, però, il suo coinvolgimento nell’inchiesta dovrebbe indurre la Regione a sospenderlo dagli incarichi che attualmente ricopre. Il legale, oltre a reggere le sorti dell’Ato Cl2 in liquidazione, presiede le due società di scopo delle Srr di Enna e Caltanissetta Nord. “Dopo quel che è emerso da queste prime indagini, mi chiedo se non sia opportuno valutare una sospensione anche provvisoria dagli incarichi per il commissario liquidatore dell’Ato CL2 Giuseppe Panebianco – dice – coinvolto nell’inchiesta sui rifiuti che riguarda la Tekra Srl. Panebianco ha anche il ruolo di amministratore unico della Ambiente e Tecnologia srl, la società di scopo della Srr ennese che si occupa di gestire gli impianti di riferimento per il trattamento dei rifiuti, e amministra la Servizi e Impianti, altra società di scopo ma della Srr Nord di Caltanissetta. Si trova quindi in una posizione di responsabilità gestionale nel settore dei rifiuti, dove la Regione non si può più permettere di essere disattenta. Nel rispetto della presunzione d’innocenza e confidando sempre nell’opera della magistratura, ho presentato una mozione all’Ars con la quale chiederò al governo regionale di mettere in atto i controlli interni di competenza sulle procedure e nei confronti dei soggetti coinvolti nell’inchiesta”.

L’indagine, tre anni fa, partì da un atto intimidatorio subito dal commissario Panebianco. La sua auto, parcheggiata nell’area antistante lo stabile dove vive, venne data alle fiamme.

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