Inchiesta su Palmeri, aperto dibattimento anche per tre familiari: procedimenti riuniti

 
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I finanzieri durante le perquisizioni nelle aziende riconducibili a Palmeri

Gela. Sono stati riuniti i due filoni processuali, partiti dall’inchiesta sulla presunta intestazione fittizia di aziende e beni, che ha coinvolto l’imprenditore sessantenne Rocco Palmeri. Il collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Miriam D’Amore (a latere Eva Nicastro ed Ersilia Guzzetta), ha autorizzato la riunione, richiesta dal pm Luigi Lo Valvo. Così, a processo, oltre all’imprenditore, ci sono tre suoi familiari, ritenuti prestanome, solo allo scopo di eludere i controlli. Il sessantottenne Rocco Palmeri, Dorotea Palmeri e Concetta Palmeri, erano già stati rinviati a giudizio (sono tutti difesi dall’avvocato Flavio Sinatra). Secondo i pm della procura e i finanzieri che hanno svolto le indagini, l’imprenditore avrebbe continuato a gestire la “Carni del golfo” e la “Tir Italia”, con notevoli introiti, nonostante i divieti imposti da provvedimenti giudiziari. Attività che gli avrebbero consentito di tenere un elevato stile di vita, monitorato dagli investigatori, che lo scorso anno misero in atto l’operazione, con sequestri di aziende e beni.

Il dibattimento è stato aperto anche per i tre familiari di Palmeri, per il quale invece era stato disposto il giudizio immediato. Testimoni verranno sentiti alla prossima udienza. L’imprenditore è difeso dagli avvocati Flavio Sinatra e Fernando Vignes.

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