Incontro parti sociali-sindaci: “Senza interventi rischio criminalità”

 
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Le richieste sono quelle che vengono formulate da settimane. Maggiori supporti ai lavoratori in difficoltà, alle imprese che potrebbero non ripartire,  con un ruolo di maggiore responsabilità sociale da parte delle banche. Punti che ieri sono stati toccati da organizzazioni sindacali e datoriali, dai parlamentari del territorio e dagli ordini professionali. Al confronto hanno preso parte i sindaci di Gela e Caltanissetta. Greco attende risposte da Eni e ha dato gli indirizzi che i settori del municipio dovrebbero tramutare in misure concrete. Gli esercenti locali hanno protestato, riconsegnando simbolicamente le chiavi delle loro attività. Ci saranno incontri periodici degli “stati generali” del territorio. “Va sbloccata l’edilizia e va fatto con urgenza, l’ecobonus offre una opportunità e un tempo, diciotto mesi  per rendere le nostre case più sobrie nei consumi energetici e più sicure senza spendere nulla. Sulla carta quella offerta dal decreto rilancio con il super ecobonus, che prevede un vantaggio fiscale del 110 per cento sotto forma di detrazioni Irpef spalmate in cinque anni, è un’occasione da non perdere, al punto che secondo una stima dell’Ufficio studi Gabetti potrebbe muovere già entro fine anno investimenti per 7 miliardi di euro. Però è opportuno sapere che ci sono regole stringenti da rispettare e che comunque il bonus non è per tutti gli immobili né per tutti i contribuenti – scrivono in un documento le parti sociali – noi dobbiamo essere consapevoli degli effetti nei Comuni del Sud Italia perché così il Sud sarebbe svantaggiato dato che  imprese che hanno fatturati importanti ne esistono poche, questo aspetto va riformulato casì da avere un nuovo rapporto tra cittadino che intende realizzare l’opera e impresa esecutrice a garanzia dei lavoratori, l’agricoltura va valorizzata, i prodotti di qualità non devono essere solo il frutto di un lavoro duro e fatto di sacrifici magari a detrimento dei diritti ma deve tenere conto della qualità del lavoro, della sicurezza dei luoghi di lavoro laddove la formazione e l’innovazione devono essere considerate come elementi del lavoro che mette al centro la persona con la sua professionalità e il suo modo di operare, noi siamo consapevoli che nella nostra provincia ci sono aziende serie che riconoscono diritti, garantiscono la qualità e la sicurezza del lavoro e producono profitti sull’eccellenza del prodotto, la sanità va mantenuta con gli investimenti da effetto Covid -19 rafforzando la medicina del terriorio, le Usca, unità speciali di continuità assistenziale, le stesse dovrebbero lavorare a pieno regime con le diagnostiche così da garantire il diritto alla salute bloccando la mobilità sanitaria”. Senza interventi a supporto di un territorio già in crisi, sarebbe facile per la criminalità riprendere vigore, anche con il giro dei prestiti ad usura.

“Lo stesso rigore va realizzato nel rapporto con le banche che in troppe occasioni negano il credito alle imprese sane elevando il rischio usura da sempre presente – si legge nel documento – e attiva e ancor di più collegata alle cosche mafiose storiche del nostro territorio ciò faciliterebbe la vita di migliaia di partite Iva e quindi migliaia di lavorarci e lavoratori da mesi in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, per noi questo settore va sostenuto attraverso parametri trasparenti e immediati perché molte saracinesce rischiano di non potere essere alzate, la scuola pubblica va attenzionata con serietà, dalla sicurezza delle aule  alla infrastrutturazione informatica, all’effetto economico di nuove assunzioni utili a sdoppiare le classi garantendo la salute a tutti, alunni e personale scolastico”

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