Indennità e gettoni, in municipio spesi 522 mila euro: i costi di giunta e consiglio

 
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Gela. A Palazzo di Città, i cordoni della borsa sono stretti oramai da parecchio tempo. Poca liquidità a disposizione e conti che non consentono grandi manovre. Adesso, a far tremare le casse ci si è messo pure il maxi debito sui rifiuti, da quasi dieci milioni di euro. Soldi sui quali i manager di Tekra, l’azienda campana che gestisce in proroga il servizio, non intendono fare sconti. Tra le spese da coprire, ovviamente, ci sono quelle della “democrazia”. Giunta e consiglio, lo scorso anno, sono costati 522 mila euro lordi (che scendono a 360 mila al netto). Somme spese per coprire indennità e gettoni di presenza. Solo una parte delle spese complessive che servono a portare avanti le attività dell’amministrazione comunale e dell’assise civica. Tra le diatribe più aspre che l’allora grillino Domenico Messinese ingaggiò con i vertice del movimento, ci fu sicuramente quella sull’indennità. Per i grillini Messinese avrebbe dovuto tagliarsela, insieme ai suoi assessori. Il sindaco rispose picche. Nel fermento post-amministrative, la proposta della riduzione di indennità e gettoni arrivò anche dai banchi dell’assise civica, ma poi si perse nel più classico dimenticatoio. Così, Messinese lo scorso anno ha portato a casa 52.636,56 euro lordi (35.558,52 euro al netto), seguito dal suo vice Simone Siciliano con 39.127,20 euro lordi (29.169,39 al netto). In totale, insieme alle indennità incassate dagli assessori che si sono succeduti, tra rimpasti e nuovi ingressi, se ne sono andati, solo per la giunta, 164.321,16 euro al lordo (111.067,37 al netto). A questi dati, bisogna poi aggiungere i compensi dovuti alla segretaria personale del sindaco, scelta subito dopo l’insediamento a Palazzo di Città. In questo caso, i dati non sono certi. A febbraio, la giunta le ha riconosciuto un “aumento” da 500 euro mensili.

I gettoni di presenza. In consiglio comunale, invece, se ne sono andati 358.280,77 euro lordi (249.447,09 al netto). Tra le somme che pesano di più, c’è l’indennità dovuta al presidente dell’assise civica Alessandra Ascia, lo scorso anno arrivata a 34.213,80 euro lordi (25.503,48 euro al netto). In assoluto, stando ai dati resi noti da Palazzo di Città, il consigliere che ha incassato maggiori gettoni di presenza è il forzista Crocifisso Napolitano, che all’attività d’aula abbina quella in due diverse commissioni consiliari. Fa parte sia della commissione ambiente e sanità sia della commissione cultura. E’ arrivato a 15.790,02 euro al lordo (11.457,54 al netto). Fanalino di coda, invece, è l’esponente di Noi con l’Italia Antonio Torrenti, che lo scorso anno ha incassato, si fa per dire, gettoni di presenza per 3.265,92 euro al lordo (2.426,03 euro al netto). Non certo compensi da capogiro, ma con la crisi che morde comunque sempre utili, anche perché la fine anticipata dell’esperienza Messinese è un’ipotesi mai tanto astratta.

1 commento

  1. Se servissero a migliorare le condizioni generali della citta allora tutti boni e biniritti ma la gente muore di fame non arriva a fine mese non lavora da anni non ha i soldi per curarsi e loro percepiscono per il solo fatto di decifere di non decidere. Donate tutto in beneficenza tanto non sono soldi sudati

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