“Inferis”, confisca ad ambulante: Cassazione conferma ma annulla per i beni immobili

 
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Gela. I beni immobili che vennero sequestrati all’ambulante Rosario Consiglio non saranno confiscati. I giudici della Corte di Cassazione, ai quali si sono rivolti i difensori, gli avvocati Giacomo Ventura e Salvo Macrì, hanno annullato la decisione della Corte d’appello di Caltanissetta, almeno per il punto che riguarda i beni immobili, mentre hanno confermato per il resto del patrimonio, finito sotto verifica degli investigatori. Consiglio venne coinvolto nell’inchiesta antimafia “Inferis”, ritenuto vicino al boss Peppe Alferi. Successivamente, venne disposto il sequestro di beni, per un valore complessivo di circa 500 mila euro. Già in appello, come hanno sottolineato i legali di difesa, i giudici esclusero la confisca per alcuni immobili. In Cassazione, con l’ampio ricorso, è stato chiesto di applicare lo stesso criterio anche per gli altri beni immobili. Una ricostruzione che i giudici di legittimità romani hanno accolto. A questo punto, i beni per i quali è stata esclusa la confisca potrebbero a breve essere restituiti all’ambulante. La confisca riguarda invece tutte le altre parti del patrimonio che gli investigatori posero sotto sequestro.

I difensori, già nei precedenti gradi di giudizio, avevano prodotto documentazione e dati, per provare che i beni e le pertinenze economiche ottenute nel tempo da Consiglio fossero da collegare solo alla sua attività di ambulante, svolta per decenni. Hanno sempre spiegato che non ci sarebbero collegamenti con le organizzazioni mafiose e hanno richiamato danneggiamenti e attentati, anche incendiari, subiti da Consiglio. I giudici romani hanno accolto il ricorso per la parte che riguarda gli immobili, mentre hanno confermato per il resto del patrimonio. Le difese attendono di valutare le motivazioni.

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