Iniziati lavori alla diga foranea: Resta incognita della concessione regionale

 
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Gela. Sono iniziati i primi lavori nell’area della diga foranea della fabbrica Eni: gli operai della Tucam, infatti, stanno provvedendo all’attività di demolizione, necessaria per agevolare i successivi interventi.

Il vero nodo, però, rimane quello della concessione che dovrebbe arrivare dagli uffici regionali. La pratica fatica a sbloccarsi. I dirigenti locali del gruppo Eni hanno chiesto che la concessione sia estesa ad un periodo di almeno vent’anni.
In ballo, ci sono circa centoquaranta milioni di euro: a tanto, ammonta l’investimento necessario alla riattivazione dell’intero sistema della diga foranea. L’avvio dei primi lavori propedeutici, quindi, non sembra scongiurare i blocchi burocratici che, attualmente, tengono al palo gli interventi più importanti da eseguire per riportare alla piena efficienza la diga.
Al momento, solo due approdi vengono utilizzati per consentire l’arrivo e lo scarico delle materie prime necessarie alla produzione della fabbrica. Non a caso, da tempo, gli stessi sindacati del settore chimico premono affinché si possa concludere un iter che rischia di prolungarsi senza vere soluzioni, pesando sull’intera macchina produttiva della multinazionale.
Senza una diga foranea efficiente, le operazioni per il passaggio delle materie prime che giungono attraverso le navi cisterna sono destinate ad essere rese sempre più complesse.

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