L’affare della droga, più di 150 dosi vendute il sabato sera: parcometri forzati e una giovanissima minacciata

 
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Gela. I sabato sera riuscivano a spacciare fino a 157 dosi di hashish.
I “tubi” del sabato sera… La droga, normalmente, veniva nascosta in una stalla a ridosso della foce del fiume Gela, in via Generale Cascino. Palline, disco, tubo, caffè, pizze e cornetti erano i nomi criptati che gli indagati davano allo stupefacente per eludere le intercettazioni ambientali delle forze dell’ordine. I parcometri del servizio di sosta a pagamento erano considerati una sorta di bancomat dove prelevare denaro in contanti. Tutti i proventi venivano reinvestiti per l’acquisto di stupefacente sfruttando i canali preferenziali di Palermo e Catania. Nel primo caso con 220-230 euro riuscivano ad acquistare anche 100 grammi di hashish. I quantitativi più consistenti, però, provenivano da Catania tramite Sebastiano Sardo che dialogava preferibilmente con Giovanni Rinzivillo, Mario Cammalleri, Francesco Spinello e uno dei due indagati non ancora assicurati alla giustizia. Dalle intercettazioni, gli inquirenti, ipotizzano un ordinativo consistente di complessivi quindicimila euro tra cocaina e hashish. Poche settimane più tardi, un analogo ordinativo di sostanze stupefacenti, venne negato per un ritardo di pagamento della precedente fornitura. Sono questi alcuni degli inquietanti aspetti che hanno contraddistinto l’operazione “Parenti serpenti” condotta dagli agenti del commissariato di polizia, diretto da Francesco Marino, in esecuzione delle ordinanze emesse dal gip del tribunale, Veronica Vaccaro, su richiesta del sostituto procuratore Lara Seccaccini, con il ordinamento del procuratore Lucia Lotti. Sono ventotto le persone indagate e sedici arrestate, sei delle quali raggiunte da una custodia cautelare in carcere con le accuse di spaccio di droga, rapina e furto. Rimangono in carcere Mario Cammalleri di 22 anni, originario di Foggia ma residente a Gela, Alessandro Di Fede, 24 anni, Carmelo Manuel Giorlando, 22 anni, Fabio Mirisola, 20 anni, Giovanni Rinzivillo, 27 anni, Sebastiano Sardo, catanese di 29 anni. Gli arresti domiciliari erano stati notificati a: Francesco Spinello, 24 anni, Vincenzo Francesco Blanco, 25 anni,Ruben Antonio Licata, 22 anni,Emilio Massimo Liparoti, 20 anni,Klisman Rinzivillo, 21 anni. Tre gli obblighi di firma: Giovanni Rinzivillo, 23 anni,Salvatore Scordio, 28 anni,Gaetano Trubia, 23 anni.

Le minacce all’ex fidanzata. Rubavano anche ai parenti e, in una circostanza, uno degli indagati si era spinto oltre minacciando la fidanzata con l’obiettivo di mettere a segno un furto ai danni del nonno della giovane, ripetutamente vessata. Alla fine, sparirono quasi 94 mila euro. Uno dei modi più semplici per fare cassa era quello di forzare i parcometri. In pochi mesi sono state effettuate decine di irruzioni furtive che hanno permesso di alleggerire i parcometri situati in via Navarra, via Cristoforo Colombo, via Cairoli, via Pierluigi da Palestrina, via Generale Cascino, corso Salvatore Aldisio, via Parioli, corso Vittorio Emanuele e via Istria. Insomma, in quasi tutti i quartieri della città.

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