L’area di crisi complessa, Crocetta ha “toppato” ancora? I sindacati al presidente: “Negato il ricollocamento a centinaia di operai locali”

 
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Gela. Il governo regionale del presidente Rosario Crocetta

sembra non far breccia nel cuore dei sindacati, almeno di quelli locali.

Il sindacato contesta il provvedimento varato dalla Regione. I confederali di Cgil, Cisl e Uil, ma anche i rappresentanti delle categorie, a cominciare dai metalmeccanici, non hanno affatto digerito l’ultimo provvedimento firmato dall’ex sindaco, con il quale si individuano i lavoratori da ricollocare, in base a quanto previsto nell’area di crisi complessa. “Inerzia e pressapochismo stanno caratterizzando alcune azioni del governo regionale – dicono i confederali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania – e della politica tutta nel deliberare idee che non portano benefici ai lavoratori dell’area di crisi complessa. Anzi, c’è l’ulteriore volontà di frammentare e impoverire il mondo del lavoro. Perchè deliberare misure di esclusione di centinaia di lavoratori che hanno avuto rapporti di lavoro prima del 12 luglio 2012?”. A far montare il malcontento, dopo la valutazione del provvedimento varato a Palermo, sono i criteri per l’individuazione dei lavoratori da ricollocare, la gran parte usciti fuori dal ciclo produttivo di Eni. “Perché il governo regionale e la politica hanno la necessità di escludere dai benefici i lavoratori licenziati per giusta causa o per giustificato motivo oggettivo? – aggiungono – il sindacato confederale già nei giorni scorsi ha chiesto un incontro immediato al governo regionale per chiedere la modifica di una parte della delibera poiché genera confusione e condanna ad un ulteriore arretramento centinaia di lavoratori”.

Il caso Eurotec. Allo stesso tempo, i confederali chiedono tempi certi per avviare gli incontri necessari a ricollocare i diciannove operai licenziati da Eurotec. “Come in tutte le vertenze il fattore tempo non è secondario – concludono – ed in prefettura tutti avevano condiviso la richiesta di maggiore celerità. Ad oggi, rivendichiamo una data certa così da dare risposte concrete ai lavoratori”.  

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