L’Innominato

 
0

Non è ancora stato nominato, non se ne conoscono le fattezze né il modo che avrà di pronunciare  il suo nome ma già tutti parlano di Lei, Assessore.

Ecco perché “innominato”.  Non pensavo certo a Manzoni mentre riflettevo su di lei, piuttosto che a Manzoni vien da pensare alla casa del Grande Fratello, dove tutto è pubblico, certo, ma dove la regia, ovviamente, decide cosa mandare in onda e cosa no.

Lo so Assessore, sta già storcendo il naso, il Grande Fratello non le piace e non piace neanche a me.

Veda Assessore, lei non lo sa ma porta già addosso un peso grandissimo determinato dall’attesa di conoscere il suo nome – perché tutti e dico tutti – non appena hanno appreso che nella casa del Grande Fratello si era liberato un posto, perché il televoto che non perdona aveva decretato l’uscita del concorrente, hanno drizzato le antenne, messo sotto carica i telefoni e atteso che il suo nome venisse fatto e molti, moltissimi, hanno persino sperato di essere nominati, sebbene molti – prima ancora che ci ricordassimo della loro esistenza – erano già pronti a smentire la loro entrata nella casa più seguita della città: la CASA DEL BENE COMUNE.

Perché, veda Assessore, quì il concetto di “bene comune” è un concetto sentito come il gluten free per chi gioca a fare il figo al ristorante ma la sera prima è andato al McDonald’s. Quindi, impari sin da subito la frase principe, la pietra angolare del verbo, se la pronuncia si sentirà immediatamente dentro una SPA e ogni cosa che dirà o farà avrà una giustificazione. Lo dica Assessore quando si presenterà in conferenza stampa, “per il bene della città ho accettato!”. La ripeta dal dì alla sera, poi assuma quell’atteggiamento eroico di chi – nonostante tutto – si batte per il bene della città e cammini lentamente, mi raccomando, perché quì, Assessore, dall’incedere che avrà decideremo se sta con i guelfi o con i ghibellini e se, al supermercato, fa la raccolta punti delle sue merendine preferite.

Non si scomponga quando – durante i primi giorni – la guarderemo con diffidenza e ci ricorderemo  di quando, magari, proprio lei aveva dichiarato che non le interessava  entrare nella casa del Grande Fratello perché -al massimo – si raccatta qualche serata in discoteca ma nulla più. Continui piuttosto a ripetere “per il bene della città” e se serve, corra lungo piazza Umberto gridandolo.  Noi capiremo che il “bene della città” e il suo desiderio di raggiungerlo le faranno – per un momento – perdere l’equilibrio e la perdoneremo come fa Equitalia con le buste nere. Ci illudiamo di essere stati dimenticati e poi, puntuali,  arrivano. Lei lo sa come vanno certe cose Assessore, sarà successo anche a lei di avere in mano una busta nera.

Le deleghe che si appresta a ricoprire, per il bene della città ovvio, non sono esattamente l’ultimo fumetto di Topolino e lei, per un attimo, penserà di somigliare a lui quando tutti diremo che sta sbagliando  completamente. Anche in quel caso, Assessore, lei continui a ripeterci che lo fa “per il bene della città “. Noi la perdoneremo come abbiamo fatto con chi, negli anni, gridava dal palco la sua stessa frase: “per il bene della città!”.

Non si preoccupi, noi non crediamo in alcun modo che la sua presenza sia frutto di accordi politici che sottintendono l’eventualità di un qualche interesse.  No! Noi pensiamo che l’accordo sia proprio umanitario!  Insomma,  come accade per le grandi potenze mondiali quando  si riuniscono  in occasione del G8. Pensiamo che Gela confini a sud con “bene” e a nord  con “comune” e che, ovviamente, le mille telefonate che sta facendo in questo momento per mettersi a servizio della città, siano solo uno scatto straordinario da corridore olimpico.

Assessore, lo sappiamo che si sta affannando perché ha paura di essere superato, scoprendo di non essere  lei  il prescelto, il nominato.

 Noi sappiamo tutto Assessore, e lei?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here