L’ovile serviva a coprire una cava d’inerti abusiva, giudizio per due pastori: i controlli in contrada San Leo

 
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Gela. L’ovile sarebbe servito a coprire la presenza di una vera e propria cava abusiva di inerti, in contrada San Leo. La cava scoperta dagli investigatori. I controlli vennero eseguiti dagli investigatori che accertarono la presenza della cava, priva di qualsiasi autorizzazione. Adesso, a processo sono finiti i due proprietari dell’ovile, marito e moglie. Devono rispondere alle accuse davanti al giudice Tiziana Landoni. Difesi dall’avvocato Francesco Enia, già in fase di indagine, venne sostenuta la tesi che gli inerti ritrovati a ridosso dell’ovile non si legassero ad un’attività abusiva ma, invece, ad una serie di cantieri, da anni avviati nella zona. Una linea che non ha convinto i magistrati della procura e il giudice delle indagini preliminari che ha disposto il giudizio.

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