“La causa di Gela diventi una vertenza di popolo”, Ventura: “città vittima di uno Stato coloniale”

 
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Gela. Negli ultimi mesi, è ritornato sulla scena politica pubblica, che intenzionalmente aveva messo da parte. L’avvocato Giacomo Ventura, ex primo cittadino e deputato nazionale, ha sostenuto i candidati del centrodestra, a cominciare da quelli di Forza Italia. Allo stesso tempo, davanti ad un’inevitabile riorganizzazione locale, esclude un impegno diretto nel partito. “Non sono iscritto ad alcun partito – dice – né miro a ricoprire cariche. Ho partecipato, con impegno, alla campagna elettorale per le regionali e a quella per le nazionali, solo per concorrere ad aiutare la nostra città, che deve risorgere dalla condizione di agonia nella quale versa”. Ventura chiama in causa uno Stato, che avrebbe girato le spalle alla città. “E’ necessario che la causa di Gela diventi una vertenza di popolo verso lo Stato, nelle varie articolazioni e diramazioni – dice – comportatosi negli ultimi anni come il peggiore degli Stati coloniali. Dopo aver sfruttato il territorio, smobilita e lascia solo danni e povertà”. Nonostante la fedeltà al gruppo di centrodestra, Ventura richiama l’esigenza di una coesione politica, tra tutte le parti. “Bisogna bandire ogni sterile polemica, dando priorità agli interessi generali della città – prosegue – che devono prevalere su quelli di parte o individuali. La stessa città che, con il voto, ha punito chi andava punito ed ha suffragato chi poteva rappresentare una speranza di difesa del futuro. Allo stesso modo, ha espresso una giusta protesta, come era da aspettarsi in un contesto territoriale abbandonato”.

“Tutelare gli interessi della città”. Ad urne chiuse, in città il centrodestra si è confermato prima coalizione, staccando gli avversari di centrosinistra. Per questo motivo, Ventura ritiene azzeccate le scelte dei candidati, con i forzisti Pino Federico e Giusi Bartolozzi (adesso deputata nazionale) che hanno trainato le preferenze andate ai berlusconiani e, di conseguenza, al gruppo di centrodestra. “Il centrodestra è tornato ad essere maggioranza in città – spiega ancora – Forza Italia ha registrato un significativo successo. In città tocca il trentacinque per cento contro il ventuno per cento su base regionale e il dodici per cento a Caltanissetta. La candidatura di Pino Federico non poteva ottenere di più ed è risultata indovinata, anche grazie all’ausilio di Giusi Bartolozzi al plurinominale e all’impegno di un gruppo locale giovane e al motore propulsore di Silvio Berlusconi”. Al contempo, l’avvocato richiama tutti i rappresentanti locali eletti, che dovranno tutelare gli interessi della città, sia all’Ars sia a Roma. “Continuerò ad essere impegnato a tutela della città – conclude – perché non merita di essere abbandonata da uno Stato, che per decenni ha incamerato miliardi di imposta di fabbricazione, grazie soprattutto alla ricchezza del nostro sottosuolo. Il monito deve essere solo uno, Gela avanti tutto!”.

3 Commenti

  1. Lascia perdere Giacomino, le faccio un complimento quando era deputato lei ha fatto sinergia con gli altri attori e ha salvato Gela la Raffineria e il territorio, ma i politici che si sono susseguiti che hanno fatto hanno distrutto tutto, ormai come si dice dalle nostre parti chiu scuru i mezzanotti un po fari, saluti a tutti

  2. La chiamo ancora onorevole Ventura, la sua politica dieci anni fa avevate le palle. Oggi tutti questi chiamiamo Policoro sono nulla facente. Loro stessi si dovrebbero vergognare che non fanno nulla per la propria città. On. Ventura i miei saluti

  3. Mi stupisce che l’ avv ventura prenda le sembianze del paladino di gela.
    Lui come l’ on. Speziale, come l’ on. Crocetta cosa hanno fatto in questi ultimi 20 anni, un emerita mazza.
    Hanno svenduto gela all’ eni, ricordiamoci delle royalty, e di tutte le volte che hanno smembrato la raffineria, riducendo sempre il personale, del porto mai fatto.
    Perché la raffineria a milazzo e priolo vanno?
    GRAZIE ALLA VECCHIA CLASSE DIRIGENTE.
    BEH ORA NON VI PERMETTO DI VESTIRVI DA PALADINI DI GELA.
    Con quel nome ci sono solo io….

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