La cefalea nei ragazzi

 
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E’ una delle prime cause di assenza da scuola. Eppure, a volte, è poco considerata anche dai genitori.

Dottore, io ho un figlio di 11 anni che frequenta la prima media. Alcune mattine svegliandosi accusa cefalea e si rifiuta di andare a scuola. A me sembra la scusa per un giorno di vacanza…!
No, signora. Può non essere una scusa. Infatti la cefalea è un disturbo comune in età pediatrica. Recenti indagini hanno constatato che circa il 49% della popolazione pediatrica manifesta almeno un episodio di cefalea e il 4,2% ne soffre per più di 10 giorni al mese. Si parla del 30% nei bambini dai 6 ai 10 anni di età e il 14% nei ragazzi, ma nel pieno dell’adolescenza, tra i 12 e i 17 anni, a soffrirne è più della metà dei ragazzi (il 56%) e oltre il 74% delle ragazze..

Io non mi ricordo di aver sofferto di cefalea quando ero ragazza, tranne forse in alcuni particolari giorni del mese. Oggi sembra che sia diventata un disturbo comune e frequente. Perché?
Il disturbo è cresciuto negli ultimi anni anche a causa del netto cambiamento dello stile di vita dei nostri ragazzi. Oltre alla predisposizione genetica disturbi del sonno, scarsità di ore destinate al riposo, l’uso eccessivo di videogiochi, tv, tablet e smartphone possono essere in parte responsabili dell’aumento dei casi. A questi si aggiungono fattori emotivi, ansia e stress. La scuola (interrogazioni, compiti in classe), l’emozione di una gara sportiva o una semplice corsa possono scatenare un attacco di mal di testa.

Come si fa a capire se è un disturbo occasionale o cronico?
La Società Italiana di Neurologia Pediatrica ha coinvolto 11 centri per rivedere le Linee guida per la diagnosi e la terapia della cefalea in età pediatrica e per valutare l’efficacia dei farmaci nella popolazione pediatrica, ancora poco studiata. Se la cefalea si manifesta in maniera occasionale, in corrispondenza di una infezione delle vie aeree superiori, di allergie, di un episodio banale febbrile, è detta “cefalea secondaria”. Se si presenta per almeno 4-5 giorni al mese con compromissione della vita quotidiana è opportuno rivolgersi a un neurologo o a un centro specialistico (dopo la valutazione del Pediatra) perché siamo in presenza della “cefalea primaria”. Questo tipo di cefalea può avere dei sintomi di accompagnamento come il fastidio per la luce e per i rumori, nausea, vomito, sonnolenza e, a volte, formicolio e disturbi del linguaggio. È opportuno rivolgersi a un centro specialistico quando c’è familiarità, specialmente di forme aggressive e cronicizzate nei genitori, quando il disturbo è frequente ed impatta negativamente sugli aspetti scolastici e “ludici” del bambino-adolescente

Dottore, può darmi dei consigli per alleviare e prevenire i disturbi a mio figlio?
Ecco alcuni consigli della Società Italiana di Pediatria :
• Evitare quanto più possibile i fattori scatenanti la cefalea, quali dormire poco, avere stili di vita scorretti (fumo, alcol), essere eccessivamente esposti agli stimoli visivi (computer, smartphone ecc.) ed evitare una attività fisica troppo intensa.
• Evitare il consumo di alimenti che contengono amine, cioccolato e formaggi, banane e patate, le bevande gassate che contengono coloranti e conservanti, i cibi freddi come granite e cremolati, ma anche digiuni prolungati tipici di ragazzi che saltano i pasti.
• Prestare attenzione ai segnali di esordio precoce atipico, come torcicollo, dolori addominali.
• In caso di attacco acuto somministrare tempestivamente la terapia prescritta dal pediatra perché se si aspetta troppo il farmaco rischia di essere inefficace.
• Quando ci sono segnali come cambio di umore o se il ragazzo cammina male, vede male e parla male rivolgersi a un centro specialistico.
La cefalea non deve spaventare, né essere ignorata. Una buona terapia di attacco per ridurre il dolore e di profilassi personalizzata consentirà al paziente di migliorare le condizioni di vita dal rendimento scolastico alla ripresa dell’attività sportiva.

Dottor Antonino Bianca Pediatra
http://www.studiomedicobianca.it

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