La morte di un operaio e l’amianto in fabbrica, venticinque imputati: Raffineria verrà chiamata in giudizio

 
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Gela. Venticinque imputati, tra ex titolari di aziende dell’indotto e manager Eni. L’Ona preannuncia la costituzione di parte civile. Tra le accuse, c’è anche quella legata alla morte dell’operaio Domenico Biondo, per anni impegnato nella raffineria di contrada Piana del Signore. Il dibattimento si aprirà davanti al giudice Miriam D’Amore. Le indagini, condotte dai magistrati della procura e dai militari della capitaneria di porto, contribuirono ad individuare anche una presunta serie di irregolarità rispetto alla presenza di amianto tra gli impianti della fabbrica di contrada Piana del Signore. Nel giudizio, hanno già preannunciato di volersi costituire parte civile gli operai della sezione locale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. La conferma è arrivata in aula dall’avvocato Davide Ancona che, insieme all’altro legale Lucio Greco, rappresenterà i lavoratori esposti all’amianto. I legali dell’Ona, inoltre, hanno confermato di voler chiedere che nel giudizio, come responsabile civile, entri anche la società Raffineria di Gela spa. Le accuse vengono mosse contro Giovanni Catalano, Salvatore Ruvio, Salvatore Ferlenda, Antonio Catanzariti, Pasqualino Grandizio, Gregorio Mirone, Giancarlo Fastame, Giorgio Clarizia, Ferdinando Lo Vullo, Giuseppe Genitori D’Arrigo, Francesco Cangialosi, Renato Morelli, Mario Saetti, Arturo Borntraeger, Giorgio Daumiller, Giovanni Caltabiano, Giuseppe Farina, Vito Milano, Salvatore Vitale, Luciano Di Buò, Salvatore Marangi, Antonio Fazio, Umberto Vanini, Giuseppe Di Stefano e Giuseppe Lisciandra. Sono difesi dagli avvocati Giacomo Ventura, Giovanna Cassarà, Ignazio Raniolo, Angelo Urrico, Gualtiero Cataldo, Alessandra Geraci, Piero Amara, Luigi e Carlo Autru Ryolo, Attilio Floresta, Piero Ciarcià e Igor Costa. In aula, si tornerà a maggio.

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