La mozione di sfiducia mai notificata al sindaco, che succede? Spunta una strana “svista”

 
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Gela. Nelle ultime ore, sul tortuoso percorso d’avvicinamento alla seduta di consiglio comunale

di venerdì mattina, quando entrerà in scena la mozione di sfiducia, è spuntato un altro punto interrogativo.
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Manca la notifica al sindaco. La mozione presentata dai consiglieri di centrodestra e dagli indipendenti Vincenzo Cirignotta e Angela Di Modica non sarebbe mai stata notificata al sindaco Domenico Messinese, come previsto invece dalla normativa. Un “buco” che rischia di far saltare l’atto? Da questo punto di vista, sembrano esserci poche certezze, anche se i dodici della sfiducia escludono ripercussioni. “Il nostro riferimento è il presidente del consiglio comunale – dice uno dei firmatari – l’atto è stato regolarmente protocollato e inviato tramite posta certificata alla presidenza, che l’ha ricevuto. Poi, la seduta di trattazione è stata convocata entro i termini previsti, con regolare notifica anche al sindaco”.
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Senza notifica dell’atto, però, il sindaco potrebbe avere in mano un’eventuale carta da giocarsi, qualora la mozione venisse approvata dal consiglio comunale. Non sono da escludere neanche eventuali strascichi giudiziari, magari con un ricorso civile o amministrativo che Messinese potrebbe utilizzare per mettere in dubbio la legittimità di un’eventuale sfiducia, approvata dal civico consesso.
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Non a caso, nelle ultime ore, è partito il confronto, soprattutto telefonico, tra i dodici della sfiducia, anche se la notizia della possibile anomalia si è diffusa pure tra i consiglieri che non hanno firmato la mozione, ma si sono già schierati a favore. Non sembra, comunque, che la “svista” possa costare cara, anche se, forse, una notifica in più al sindaco quelli della sfiducia avrebbero potuto farla.   

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