“La pax sui rifiuti come quella mafiosa…”, scontro in aula: “Siciliano solo un amministratore delegato”

 
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Il consigliere Cirignotta durante il duro intervento sul caso rifiuti

Gela. Se il sindaco cercava sostegni politici, cominciando dalla crisi dei rifiuti, questa sera in aula ne ha trovati pochi, pochissimi. Sono state durissime le critiche arrivate dai banchi dell’assise civica, durante la seduta monotematica, convocata dopo quanto accaduto nelle ultime settimane. C’erano i lavoratori della Tekra che non percepiscono gli stipendi ma ci sono stati gli strali di centrodestra e centrosinistra contro il vicesindaco Simone Siciliano, assente in aula per impegni istituzionali, e lo stesso Messinese.

“Si sono seduti intorno ad un tavolo…”. “Una pax sui rifiuti come la pax mafiosa – ha esordito il capogruppo di Noi con l’Italia Vincenzo Cirignotta – questo sindaco aveva promesso, in campagna elettorale, di cacciare la Tekra. Poi, invece, si sono seduti intorno ad un tavolo, siglando la pax. In municipio, non è cambiato nulla. Il puzzle è stato ricostruito, pezzo per pezzo. Adesso, il sindaco vuole aprire al consiglio comunale? Mi dispiace, è troppo tardi. Deve ritirare le deleghe all’assessore Siciliano, è solo un amministratore delegato, adesso licenziato. E’ una mela marcia che sta distruggendo tutto. Probabilmente, è stato scaricato anche da chi avrebbe dovuto garantire. Lei non ama questa città”. Cirignotta ha indossato una maglietta. “Gela nel cuore. Se la ami non la tradisci”, c’era scritto. “Avete tradito il voto di ventitrèmila elettori”. In blocco, anche il Pd ha respinto la gestione del servizio rifiuti targata Messinese-Siciliano. “Sicilano ha mancato gli obiettivi – ha detto Guido Siragusa – il problema è che solo il sindaco si sta assumendo le responsabilità istituzionali. Non c’è una sola carta firmata dal vicesindaco. La invito – si è rivolto al primo cittadino presente in aula – a fare un passo indietro rispetto alle decisioni del suo vicesindaco”. Siragusa ha richiamato le troppe storture del sistema rifiuti, come gli oltre seicentomila euro spesi per l’affitto delle isole ecologiche. “Sarebbe costato meno realizzarle”, ha proseguito. “Non si è mai visto uno scempio di questo tipo – ha detto l’altro dem Salvatore Gallo – e il sindaco continua a difendere l’indifendibile. La vostra è una maledetta presunzione. La colpa non è mai vostra”. Anche il capogruppo Carmelo Orlando non si è tirato indietro. “Quindi, fino a quando non ci sarà la nuova gara – è intervenuto – la città sarà destinata a rimanere sporca”. Romina MOrselli, da questo punto di vista, ha chiesto quali passi la giunta stia muovendo in direzione proprio della gara di appalto.

La protesta in aula degli operai Tekra

“Contratto da rescindere”. Per Giovanni Panebianco di DiventrràBellissima, però, il contratto con Tekra va rescisso. “Stipendi non pagati, lavoratori trasferiti – ha spiegato – chi controlla il rispetto delle norme contrattuali? Siamo davanti all’assurdo. Forse, ci sono nuove regole perché è stata fatta un’altra gara? A me, non risulta”. Bordate sono arrivate pure dai banchi dei cinquestelle. “Messinese non si dimetterà mai né rimuoverà il vicesindaco Simone Siciliano – ha detto Vincenzo Giudice – è il consiglio comunale che ha in mano lo strumento giusto, quello della mozione di sfiducia. Pur di salvare Siciliano, il sindaco, che da subito non ha rispettato quanto promesso in campagna elettorale, ha preferito buttare a mare il Movimento cinque stelle e noi per quello lo abbiamo allontanato”. Troppi punti oscuri, però, aleggerebbero sul rapporto Comune-Tekra. “C’è solo un’unica fattura, tra quelle che ho acquisito, che riporta una precisa causale – ha detto l’altro grillino Simone Morgana – per il resto, tutti i pagamenti a Tekra sono per riassetto. Non si precisa nient’altro. Chi l’ha disposto? Dove? Quando? Il contratto ve rescisso e bisogna mutare del tutto il sistema di gestione del servizio”. “L’amministrazione comunale – ha aggiunto Virginia Farruggia – non si è neanche opposta ai decreti ingiuntivi fatti notificare da Tekra”.

Bennici con Messinese. Un sostegno al sindaco, come già da tempo preannunciato, è arrivato ancora una volta dall’indipendente Sandra Bennici, ormai ex Sicilia Futura. “Il sindaco vuole andare incontro alle esigenze dei lavoratori – ha spiegato – la situazione però è molto difficile. Io, comunque, mi dissocio da qualsiasi riferimento a pax mafiose”. Di fallimento del sistema di gestione voluto dalla giunta ha invece parlato l’altra indipendente Angela Di Modica. “Per recuperare da questo disastro – ha attaccato – ci vorranno anni”. Maria Pingo, invece, ha chiesto che si proceda subito ai pagamenti in favore degli operai Tekra. Il capogruppo di DiventeràBellissima Vincenzo Cascino ha chiesto una gara ponte immediata, di modo da superare la fase di proroga a Tekra. “Abbiamo da subito cercato di cambiare sistema – ha detto alla fine della seduta il sindaco – la Regione però ha bloccato gli Aro. Siamo riusciti a far avviare le procedure di gara per il nuovo appalto e da questo bisogna ripartire. Le nostre scelte sono da legare anche ad una serie di ordinanze della Regione”. In realtà, le spiegazioni di Messinese non sembrano aver fatto breccia. L’opposizione alla giunta inizia a connotarsi sempre meglio, formata da un gruppo bipartisan, di centrodestra e centrosinistra, oltre ai grillini. Di consiglieri, in aula, ne mancavano diversi e comunque il sindaco, che ha deciso di aprire al dialogo, sembra destinato a doversi sobbarcare la trincea costante, almeno in consiglio comunale. Una nuova mozione di sfiducia, per ora, non pare avere basi solide, ma con la difesa a getto continuo del suo vicesindaco, l’ex grillino rischia nuovi attacchi alla diligenza.

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