“La pistola modificata poteva sparare”, il sequestro ad Ascia: trovata anche accetta

 
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Gela. La pistola modificata, trovata nel furgone da lavoro, era efficiente e poteva fare fuoco con “cartucce 38 special”. L’ha spiegato una funzionaria della polizia scientifica, sentita in aula nel dibattimento aperto nei confronti dell’ambulante quarantenne Davide Ascia. I poliziotti del commissariato sequestrarono l’arma e un’accetta, trovate all’interno del mezzo, parcheggiato nella zona del mercato rionale di via Madonna del Rosario, dove Ascia, attualmente detenuto, lavorava. La specialista di balistica ha risposto alle domande del pm Mario Calabrese e a quelle del legale di difesa, l’avvocato Rosario Prudenti. Da quanto emerso, l’arma, appositamente modificata, avrebbe potuto sparare al pari di una tradizionale. La scientifica ha effettuato verifiche e prove, subito dopo il sequestro. “La pistola era all’interno di un sacchetto”, ha spiegato uno dei poliziotti intervenuti in via Madonna del Rosario. La difesa ha chiesto ulteriori chiarimenti sul rinvenimento, avvenuto negli scorsi anni.

Anche in fase di indagine, il legale ha ribadito che l’accetta sarebbe servita solo per ragioni lavorative, usata per spaccare il ghiaccio per la vendita di bibite. La pistola, come ha spiegato l’ambulante subito dopo l’arresto, sarebbe stata trovata casualmente e poi riposta nel furgone. Il verdetto del collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Miriam D’Amore, potrebbe arrivare a fine gennaio.

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