L’amore difficile tra Umberto Eco e Diabolik

 
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Gela. Il 20 dicembre è uscito il n. 7 di “Diabolikando. La rivista del terrore”, una fanzine rivolta agli appassionati del fortunato fumetto creato nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Conoscendomi tramite un gruppo Facebook come collezionista di “Diabolik”, il curatore Andrea Agati mi ha onorato della richiesta di un contributo per questo numero, dandomi così la motivazione giusta per buttare giù alcune osservazioni su una cosa che mi frulla in testa da molti anni. 

Mi trovo nella bizzarra situazione di frequentatore di lungo corso sia della collezione completa di questo fumetto sia delle opere di Umberto Eco, e pertanto ho pensato di sfruttarla inaugurando un filone di studi sul modo in cui Eco, nel corso della sua produzione intellettuale, si è confrontato con i fumetti, e con “Diabolik” in particolare. È ben noto l’amore del grande semiologo e romanziere per i fumetti, ma non mi risulta che esistano studi specifici dedicati al suo rapporto con “Diabolik”.
Lo scritto che ne è venuto fuori era troppo ampio per essere incluso integralmente nella fanzine, per cui si è reso necessario approntare una versione più breve e semplificata nei riferimenti bibliografici. Quella che metto qui a disposizione, invece, è la versione integrale del saggio, che ho scritto con grande divertimento. Il lettore interessato può accedere al pdf dal seguente link: https://www.academia.edu/37911182/LAMORE_DIFFICILE_TRA_UMBERTO_ECO_E_DIABOLIK

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