L’attesa è finita: dopo 38 anni Gela si riappropria del suo teatro

 
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Gela.Questa volta c’è la data: il 27 febbraio. Un evento storico per la città, che si riappropria di un pezzo della sua prestigiosa cultura. Il teatro Eschilo è stato restituito finalmente alla città. C’è un cartellone pronto che partirà il 4 marzo e si concluderà il 12 maggio ed un evento promozionale la settimana prossima con l’orchestra sinfonica siciliana.

Ci sono voluti 38 anni per rendere fruibile l’ex cine teatro Eschilo. E così, in pochi anni, la città può finalmente dire a voce alta di avere un cinema ed un teatro (ed una multisala in costruzione da parte di investitori privati nell’ex Royal). E’ una questione di civiltà e cultura. Non a caso il sindaco Angelo Fasulo e l’assessore allo Sport, turismo e spettacolo Giuseppe Ventura erano particolarmente emozionati ieri nell’annunciare finalmente la data di apertura. Erano presenti tra gli altri Enrico Guarneri, noto come Litterio, che porterà due spettacoli. La gestione è affidata alla società “Epos” (Loredana Lauretta, Guglielmo Greco e Nicola Giuliani), che dieci anni fa vinse un bando pubblico, spuntandola su otto altre proposte. “Lo ammetto – ha detto il sindaco Fasulo – la riapertura del teatro era uno dei miei sogni. Oggi è finalmente una realtà”.

Oggi pomeriggio il Governatore della Regione Rosario Crocetta e l’assessore alla Cultura Franco Battiato visiteranno la struttura, per poi spostarsi al PalaCossiga per promuovere il Megafono.

Il cartellone iniziale prevede dal 4 marzo una serie di appuntamenti dedicati esclusivamente alla tradizione siciliana. Dallo stesso Litterio a Manlio Dovì, da Gianfranco D’Angelo a Patrizia Pellegrino, da Tuccio Musumeci a Toti e Totino. Gli spettacoli sono previsti in due turni: il sabato sera e la domenica pomeriggio alle 17,30.

Il teatro comunale «Eschilo» è stato chiuso nel 1975. Funzionava solo da cinema. Venivano proiettati soprattutto film a luci rosse o del genere di arti marziali. La chiusura si è protratta per 38 anni e i lavori di ristrutturazione sono stati avviati solo nel 2000, con fondi interamente comunali. La scoperta dei resti di due vecchie chiese dell’800, l’intervento della soprintendenza, la revoca dell’appalto a una ditta sospettata di condizionamenti mafiosi e il l’assegnazione del contratto a un’altra impresa hanno allungato fino a 14 anni i tempi di ricostruzione, ampliamento e restauro.

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