Le armi e le intercettazioni, i pm vogliono il carcere per due indagati: il caso al riesame

 
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Gela. I pm della procura sono tornati a chiedere la custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli, Giovanni e Davide Licata. Per gli investigatori, avrebbero avuto un’ampia disponibilità di armi e, così, sono scattati gli approfondimenti, successivi ad un altro arresto, quello di Ruben Licata. Negli scorsi mesi, i carabinieri trovarono armi e droga, fermando proprio Ruben Licata e Giovanni Licata. Per quest’ultimo, il provvedimento non venne convalidato, consentendogli di tornare in libertà. Gli investigatori, però, ritengono che proprio Giovanni e Davide Licata avrebbero saputo delle armi. A rafforzare le convinzioni degli inquirenti, ci sarebbero alcune intercettazioni, effettuate durante colloqui in carcere. I pm, dopo che il giudice delle indagini preliminari ha respinto le richieste di arresto, si sono rivolti al tribunale del riesame di Caltanissetta.

Il difensore dei due indagati, l’avvocato Davide Limoncello, ha nuovamente respinto quanto sostenuto dai magistrati. Per il legale, i due non avrebbero mai avuto alcun ruolo in un presunto giro di armi e per questa ragione ha chiesto di respingere le istanze formulate dalla procura. I giudici potrebbero pronunciarsi entro i prossimi giorni.

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