“Le cosche locali infiltrate anche all’estero”, apertura anno giudiziario: Sava, “mafia non è sconfitta”

 
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Il procuratore generale Lia Sava rilancia l'allarme sulle infiltrazioni mafiose

Caltanissetta. “La dormienza di azioni omicidiarie eclatanti è spia di un consolidamento allarmante dei poteri mafiosi sempre più temibile per l’infiltrazione delle mafie nel tessuto socio-economico e all’interno degli apparati istituzionali. Stidda e Cosa nostra, quest’ultima suddivisa nei mandamenti di Mussomeli, Vallelunga Pratameno, Gela e Riesi, continuano a rispettare un subdolo patto di non belligeranza in un’ottica di cointeressenze illecite comuni, attuate imponendo estorsioni, sfruttando i profitti dell’usura e del traffico degli stupefacenti e accaparrandosi i settori di mercato più redditizi attraverso l’affidamento di appalti e subappalti”. E’ quanto affermato dalla presidente della Corte d’Appello Maria Grazia Vagliasindi nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. “Caltanissetta è il solo distretto giudiziario italiano nel quale operano ben tre organizzazioni di stampo mafioso, Cosa Nostra, Stidda e gruppo Alferi. La Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, anche quest’anno, è riuscita, a prezzo del consueto straordinario impegno, agendo in sinergia con il mio ufficio, la Direzione nazionale antimafia e con le altre Procure del distretto, a raggiungere encomiabili risultati nel contrasto all’odiosità e pervicacia del contesto criminale”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta Lia Sava nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. “La Dda di Caltanissetta – ha aggiunto – pur con le carenze di organico di cui soffre, opera in maniera efficacissima nel contrasto a Cosa nostra che continua ad essere l’organizzazione mafiosa di principale riferimento dedita al controllo dell’economia legale, soprattutto nel settore dell’edilizia, del movimento terra, della raccolta e smaltimento dei rifiuti e dei relativi appalti, dell’agricoltura, pure grazie all’accaparramento di lotti di terreni anche demaniali poi utilizzati per ottenere illecitamente pubblici contributi, oltre che al controllo del settore del gioco e delle scommesse, del traffico degli stupefacenti, del traffico illecito dei rifiuti, dell’illecito sfruttamento dei siti minerari, evidenziando, altresì, straordinarie capacità di infiltrazione anche nei territori di altre Regioni e all’estero, Germania in particolare”.

“Il traffico di stupefacenti e l’attività estorsiva, rimangono la forma più diffusa di controllo mafioso dell’economia legale e del territorio, posta in essere non solo da “Cosa nostra”, ma anche dalla “Stidda”. Momenti di fibrillazione costituiscono, infine, storicamente le tornate elettorali e ciò per la “messa a disposizione” di pacchetti di voti al fine di appoggiare candidati ritenuti più avvicinabili con l’evidente scopo di assicurarsi somme di denaro e altre, anche future, utilità”, ha affermato il procuratore generale di Caltanissetta Lia Sava in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Caltanissetta. “Non illudiamoci. La mafia non è sconfitta. E non è neppure più debole. Assolutamente no. Riusciamo a contrastarne gli effetti nefasti solo grazie ad un impegno indefesso. E ciò rende maggiormente degno di elogio il lavoro della magistratura che opera in questo pezzo di terra al centro della Trinacria”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Lia Sava nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Non sono, dunque, consentiti cedimenti di sorta, non possiamo arretrare di un solo passo, specie in un ambito territoriale come il nostro, afflitto più di altri dagli effetti della crisi economica che ha indotto, negli ultimi cinque anni, undicimila persone a cercare fortuna altrove. Amara constatazione che non può consentire, comunque, alcun sentimento si rassegnazione. Ecco perché la Corte di Appello di Caltanissetta non può essere soppressa, perché roccaforte di legalità e baluardo di resistenza alle aggressioni subdole di organizzazioni criminali che succhiano avidamente la linfa vitale indispensabile al riscatto della nostra Sicilia”.

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