“Le fiamme alla rivendita di bibite appiccate dai titolari”, le accuse dei magistrati: a processo due fratelli

 
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Gela. Una rivendita di bibite all’ingrosso distrutta da un rogo in pieno centro storico. I magistrati nominarono un perito. Le fiamme, divampate nell’estate di quattro anni fa, secondo i magistrati della procura sarebbero state appiccate direttamente dai titolari dell’attività commerciale, due fratelli da anni attivi nel settore. Adesso, due fratelli sono finiti a processo. Devono rispondere alle accuse davanti al giudice Lirio Conti. I magistrati, dopo il rogo, iniziarono gli approfondimenti investigativi, nominando un perito che fece emergere presunte anomalie rispetto all’intera dinamica di quanto accaduto. Così, chiuse le indagini, è scattato il processo. Non si esclude, infatti, che il rogo sia stato appiccato con l’obiettivo d incassare il possibile premio assicurativo. Non a caso, la compagnia assicurativa ha già preannunciato, per il tramite del proprio legale di fiducia, la costituzione di parte civile. I due esercenti al centro delle indagini hanno sempre respinto le accuse. Rappresentati dall’avvocato Dionisio Nastasi, dovranno difendersi davanti al giudice.

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