Le minacce di morte e l’estorsione ad un imprenditore, un bracciante: “Non sapevo nulla”

 
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Immagini di repertorio

Gela. E’ accusato di aver imposto il pagamento di somme di denaro dietro minacce di morte. Le richieste estorsive sarebbero state recapitate ad un imprenditore locale, titolare di un’azienda d’autotrasporto. Il quarantaquattrenne Marius Harmati, di fronte al collegio penale del tribunale, ha però respinto ogni addebito. Venne arrestato dagli agenti di polizia del commissariato insieme ad un connazionale, il trentenne Marian Iacob (già condannato per gli stessi fatti sia in primo che in secondo grado). Difeso dall’avvocato Angelo Cafà, il bracciate ha spiegato di aver conosciuto Iacob solo per ragioni di lavoro. Il giorno dell’arresto sarebbe tornato in città a conclusione di una giornata di lavoro tra i campi. A bordo della sua auto c’era proprio Iacob che gli avrebbe chiesto di accompagnarlo nei pressi della villa comunale. Proprio in quella zona, il trentenne si sarebbe dovuto far consegnare i soldi dall’imprenditore. Gli avrebbe garantito che con quel pagamento sarebbe riuscito a sventare un attentato ai suoi danni commissionato da un familiare.

Il cittadino romeno ha risposto alle domande del pm Ubaldo Leo e del suo legale. L’imprenditore minacciato invece è parte civile con gli avvocati Giacomo Ventura e Maria Elena Ventura. Harmati, come ribadito dalla difesa, sarebbe stato del tutto estraneo ai piani di Iacob, tanto da non essere neanche entrato all’interno dello studio professionale dove sarebbe dovuta avvenire la consegna dei soldi, poi fatta saltare dal blitz dei poliziotti.

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