L’emergenza rifiuti di un anno fa, dal gup anche Messinese e Siciliano: possibili riti alternativi

 
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Nell'aprile di un anno fa partirono le indagini mentre l'emergenza era in atto

Gela. Alcuni imputati, attraverso i rispettivi legali, potrebbero decidere di accedere a riti alternativi, eventualmente evitando il dibattimento. Solo a giugno, però, il gup del tribunale valuterà le possibili richieste. E’ slittata infatti l’udienza preliminare successiva all’indagine che ha visto coinvolti l’ex sindaco Domenico Messinese, l’ex assessore all’ambiente Simone Siciliano, la dirigente comunale Patrizia Zanone e l’imprenditore Alessio Balestrieri, ai vertici del gruppo Tekra che continua a gestire in proroga il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. A Messinese, Siciliano e alla dirigente Zanone viene contestato il reato di omissione d’atti d’ufficio. Gli approfondimenti dei pm della procura partirono dopo l’emergenza rifiuti dell’aprile di un anno fa, quando l’allora amministrazione in carica decise di bloccare i servizi aggiuntivi svolti da Tekra, con i cumuli che occuparono interi quartieri. Una decisione che venne assunta sulla scorta di pronunce dei giudici della Corte dei Conti che hanno sempre messo nel mirino i debiti prodotti dai servizi aggiuntivi.

Balestrieri, invece, viene ritenuto responsabile del reato di interruzione di pubblico servizio. Le difese di tutti gli imputati escludono eventuali responsabilità per quell’emergenza. Tra i punti dolenti dell’ex gestione amministrativa in municipio c’è stato proprio quello dei rifiuti, probabilmente una delle cause scatenanti della sfiducia incassata da Messinese. I debiti accumulati hanno messo in enorme difficoltà le casse dell’ente e sui servizi aggiuntivi non sono mai mancati i moniti della magistratura contabile. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Maria Laura Salafia, Sinuhe Curcuraci, Francesco Furnari e Franca Gennuso.

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