“Liberamente” fuori dalla maggioranza? Rapporti compromessi e pro-Greco distanti

 
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Casciana e Grisanti sempre più distanti dalla maggioranza

Gela. La seduta monotematica di consiglio comunale, richiesta per affrontare la “questione morale” denunciata dal sindaco Lucio Greco, anche se era ormai palese, ha fatto emergere la totale distanza dei consiglieri di “Liberamente”. Vincenzo Casciana e Pierpaolo Grisanti, nel corso della seduta, hanno di nuovo contestato in lungo e in largo la linea dell’avvocato Greco e quella dei “compagni” di maggioranza. Una frattura che al momento però non ha determinato passi ufficiali. Molti si sarebbero attesi parole precise dai consiglieri di “Liberamente”, con l’addio alla maggioranza del sindaco. Invece, Casciana e Grisanti, seppur attaccati anche dopo la seduta, hanno preferito un profilo basso. Non rilasciano dichiarazioni ufficiali. Dai pro-Greco più convinti arriva però una specie di conferma politica, “non li consideriamo più consiglieri di maggioranza”. I due di “Liberamente”, tra le altre cose, hanno attaccato i “soliti noti” che in maggioranza farebbero solo “becero populismo”. Anche il sindaco, al termine del suo intervento, ha ricevuto un giudizio netto dai consiglieri “critici”. Casciana, infatti, ha spiegato di non accettare un clima costante “da campagna elettorale”. Non è chiaro se il gruppo uscirà allo scoperto. Tra le fila dell’opposizione si attende di capire quali scenari potranno presentarsi, anche perché nelle prossime settimane si dovrà votare il bilancio di previsione, atto cruciale per la tenuta dell’amministrazione comunale. Sembrerebbe che anche i due consiglieri “critici” si considerino praticamente fuori dalla maggioranza.

Se effettivamente Casciana e Grisanti decidessero di lasciare l’alleanza, dopo aver ottenuto due importanti presidenze di commissione, allora i giochi sarebbero aperti per tracciare la nuova “orografia” dei pro-Greco. Sembra difficile che il sindaco e il resto degli alleati possano accettare di portare avanti un rapporto da separati in casa, senza certezze politiche.

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