“Licenziamenti alla Turco illegittimi”, gli ex lavoratori chiedono anche di essere risarciti

 
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Gli ex operai Turco hanno protestato anche davanti Palazzo di Città

Gela. La Turco Costruzioni, ormai da tempo, ha perso i contratti d’appalto che la legavano ad Eni. Una vicenda scaturita anche dalla maxi inchiesta “Double face”, sul cosiddetto sistema Montante, che ha coinvolto il proprietario della società, l’imprenditore Carmelo Turco. I lavoratori licenziati, però, già all’indomani del taglio hanno scelto di impugnare quei provvedimenti, ritenendoli del tutto illegittimi. Una ventina di loro, attraverso i propri legali, ha deciso di rivolgersi ai giudici civili del tribunale, chiedendo non solo un risarcimento ma anche il reintegro, nonostante la precaria situazione finanziaria dell’azienda, per diverso tempo tra le principali società edili dell’indotto di raffineria. I legali degli operai l’hanno nuovamente ribadito davanti al giudice del lavoro, “quei licenziamenti sono stati effettuati in maniera illegittima”. Per questo motivo, hanno chiesto che la causa venga messa in decisione, ritenendo provata la violazione della normativa in materia.

Una linea seguita dai legali Francesco Castellana, Luigi Brex, Davide Catania, Salvatore Incardona, Rosario Giordano e Angelo Licata. L’azienda, per il tramite dell’avvocato Michele Aliotta, però, pare voler tentare un’eventuale conciliazione con tutti gli ex dipendenti. Così, ha inoltrato la richiesta di un nuovo termine. Il giudice si è riservato la decisione. In più occasioni, durante le loro plateali proteste, gli edili ex Turco hanno denunciato presunte irregolarità nella gestione dei loro rapporti di lavoro e sono arrivati al braccio di ferro con la proprietà. Nonostante gli accordi poi raggiunti in prefettura a Caltanissetta, ancora oggi non tutti gli ex lavoratori sono stati riassorbiti da altre società dell’indotto di raffineria.

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