L’inchiesta “Demetra”, Di Simone non parla: gli inquirenti sulle tracce di un altro gelese

 
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Gela. Gli investigatori che hanno scoperto un vasto giro di reperti archeologici scavati abusivamente e poi piazzati anche a case d’asta europee, sono convinti che i tombaroli gelesi abbiano avuto un ruolo importante. Non solo Rocco Mondello, Simone Di Simone e Orazio Pellegrino, ci sarebbe anche un altro gelese, attualmente irreperibile e ricercato dai carabinieri e dai pm della procura di Caltanissetta, che hanno coordinato l’inchiesta “Demetra”. Gli inquirenti sarebbero sulle tracce di Giuseppe Cassarà, già coinvolto come gli altri gelesi nell’inchiesta “Agorà”, sempre incentrata sul mercato parallelo dei reperti archeologici trafugati e poi rivenduti.

Intanto, sono iniziati gli interrogatori di tutti gli indagati. Simone Di Simone, difeso dagli avvocati Ivan Bellanti e Walter Tesauro, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ attualmente detenuto a Balate, come Orazio Pellegrino (difeso dall’avvocato Davide Limoncello), che si è consegnato ieri e sarà sentito dal gip nelle prossime ore. Davanti al giudice delle indagini preliminari si è presentato anche Rocco Mondello.

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