L’indagine su Depetro, Arena conferma il suo dirigente: “Da lì non si muove”

 
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Nei confronti di Depetro i pm hanno avanzato richiesta di rinvio a giudizio

Gela. “Depetro da lì non si muove”. All’indomani della richiesta di rinvio a giudizio, resa nota dai pm della procura, il commissario Rosario Arena conferma la fiducia nei confronti del suo dirigente al bilancio, a fine 2018 prorogato per altri due anni. “L’eventuale provvedimento disciplinare potrebbe essere emesso solo qualora ci fosse una sentenza passata in giudicato”, continua il commissario. Del resto, Depetro ha collaborato con la gestione del colonnello quasi gomito a gomito, in una fase finanziaria dell’ente molto delicata. “Ci ha tirati fuori dal predissesto – prosegue Arena – ricordo ancora un tour de force di una settimana, senza dimenticare le transazioni che fanno risparmiare l’ente, come quella con Tekra”. I magistrati della procura ipotizzano l’abuso d’ufficio legato ad un presunto mancato riconoscimento di crediti vantati dall’Ato Cl2 nei confronti del municipio, per un totale di circa tredici milioni di euro. Una vicenda che in realtà sta per chiudersi proprio a Palazzo di Città.

Nelle ultime settimane, sono riprese le trattative tra il commissario Arena e il liquidatore dell’Ato Giuseppe Panebianco. L’Ambito ottimale si è rivolto al tribunale delle imprese di Palermo. L’intesa però potrebbe passare dalla delibera già definita dall’ex giunta Messinese, con buona parte del maxi debito che il Comune coprirebbe accollandosi la gestione post-operativa delle vasche dismesse di Timpazzo, per un periodo di trent’anni. Solo i debiti più recenti, sempre dovuti a conferimenti in discarica, verrebbero adempiuti con una transazione finanziaria.

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