“Linea 1 ferma e accordi violati”, tensione tra i lavoratori Eni: ritornano i blocchi?

 
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Gela. Tensione altissima e, adesso, si riparla di blocchi o, addirittura, dell’occupazione del municipio. I lavoratori di Eni, riuniti nel consiglio di fabbrica di tutte le rsu del gruppo, esprimono in maniera netta

la loro contrarietà davanti ad un atteggiamento aziendale ritenuto lontano dalla volontà di riavviare la produzione in raffineria e non solo.
“Davanti a queste scelte di Eni – hanno ribadito diversi operatori intervenuti – bisogna rispondere con i fatti. Perché non si bloccano i pozzi o le attività di carico e scarico delle merci che arrivano in fabbrica?”. Davanti ai segretari dei chimici di Filctem, Femca e Uiltec, non sono mancate le richieste di chiarimento. “Perché dal ministero dello sviluppo economico –  hanno chiesto i lavoratori – non arriva un provvedimento ufficiale di convocazione delle parti?”. Al centro delle polemiche, però, rimane l’atteggiamento della politica locale.
“Le istituzioni – ha ribadito il segretario Filctem Gaetano Catania – non possono essere buone solo quando bisogna raccogliere voti. Quì, stiamo parlando del rischio di chiusura della fabbrica”. La tensione si è rafforzata nelle ultime ore, a seguito della decisione dei manager di raffineria di trasferire quattro operatori in un sito piemontese.
“Bisogna trattare a bocce ferme – hanno precisato i tre segretari Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania – non si è mai vista una trattativa durante la quale l’azienda decide di fare il bello e il cattivo tempo trasferendo i lavoratori”.
Durante il dibattito, è emersa la volontà di rispondere alle prese di posizione del gruppo Eni con azioni dirette, compreso il blocco dello straordinario in fabbrica.
Allo stesso tempo, le rsu di Enimed hanno ribadito dubbi circa il piano, comprensivo della nuova piattaforma Prezioso K, che, stando ai manager del gruppo, dovrebbe permettere di assorbire almeno cento dipendenti di raffineria. “Non ci sono i margini e le condizioni – hanno spiegato – per concretizzare questi eventuali assorbimenti”.
Adesso, l’attenzione si sposta verso il 14 ottobre: data scelta, salvo nuovi spostamenti, per la prossima riunione davanti ai funzionari del ministero dello sviluppo economico. Le parti, però, appaiono sempre più distanti e la bio raffinazione prevista dal gruppo Eni non convince lavoratori e sindacalisti. La riattivazione della linea 1 di produzione in raffineria, inoltre, continua a trovare ostacoli quasi insormontabili. “Al momento – hanno ribadito i lavoratori – le poche manutenzioni effettuate non hanno nulla a che spartire con un’eventuale ripresa della linea. Siamo molto lontani”. Il segretario provinciale dell’Ugl chimici Andrea Alario  pensa, invece, ad un tavolo permanente per delineare il prossimo futuro del sito di contrada Piana del Signore. “Bisogna muoversi con fermezza – spiega – e evitare qualsiasi provocazione da parte dell’azienda. Il caso dei trasferimenti mi pare emblematico. La soluzione va trovata a più livelli e, sooprattutto, in questo territorio”.

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