Lo sversamento e le presunte anomalie nelle analisi, tre tecnici Arpa a giudizio: via al dibattimento

 
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L'area dello sversamento a pochi chilometri dall'ingresso della città

Gela. Quei dati sullo sversamento di idrocarburi in contrada Armatella, lungo la 117 bis Gela-Catania, sarebbero stati alterati. Accuse che vengono mosse a tre tecnici di Arpa Caltanissetta. Gli idrocarburi arrivarono in superficie, dopo una rottura alle condotte sotterranee di Enimed. Le contestazioni dei pm della procura riguardano Antonio Carbone, Maria Cannas e Patrizia Biondo. I tre vennero già rinviati a giudizio dal gup del tribunale. Adesso, è stato aperto il dibattimento, davanti al giudice Ersilia Guzzetta. I primi testimoni potrebbero essere ascoltati ad ottobre. Lo sversamento venne accertato cinque anni fa e Enimed fece scattare le attività di messa in sicurezza della zona, a ridosso di diversi terreni coltivati.

Lo sversamento a ridosso di terreni agricoli. Nel giudizio, è stata ammessa la costituzione di parte civile proprio dell’Arpa regionale, ente rappresentato dall’avvocato Giuseppe Laspina. Già in udienza preliminare, era stata ammessa la costituzione del Comune, con gli avvocati Flavio Sinatra e Raffaela Nastasi, e dell’associazione Legambiente, con il legale Giovanna Zappulla. I tecnici di Arpa, attraverso i loro legali (tra questi Rudy Maira e Giacomo Vitello), hanno sempre escluso qualsiasi anomalia nell’analisi dei dati.

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