L’omicidio Peritore, abbreviato per Cinardi: madre e fratello della vittima parti civili

 
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Maurizio Peritore è stato ucciso in via Attica

Gela. Verrà giudicato con il rito abbreviato il cinquantunenne Giuseppe Cinardi, accusato dell’omicidio del cognato, il trentatreenne Maurizio Peritore, trovato senza vita tra i viali delle palazzine di via Attica. La richiesta di accedere al rito alternativo è stata formulata dal difensore (l’avvocato Salvo Macrì) davanti al gup Paolo Fiore. In base a quanto emerso dalle indagini condotte dai pm della procura e dai carabinieri, per Peritore sarebbero state fatali le ferite da taglio subite durante la colluttazione con Cinardi, a sua volta raggiunto da alcuni fendenti. Tra i due i rapporti erano tesi già da tempo. Parti civili sono la madre e il fratello della vittima, con gli avvocati Giacomo Ventura e Maria Elena Ventura. Hanno deciso di non costituirsi invece, rimanendo persone offese, la sorella di Peritore (consorte dell’imputato) e la moglie della vittima. Cinardi deve rispondere non solo dell’omicidio ma anche del possesso del coltello usato nella colluttazione e del ferimento della moglie del trentatreenne, presente la sera dell’omicidio. La difesa ha subito sollevato alcune eccezioni preliminari, legate principalmente alla fase delle indagini, quella precedente alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Luigi Lo Valvo.

Il legale dell’imputato ha messo in dubbio l’utilizzabilità di alcuni atti. In aula, si tornerà a marzo e potrebbero arrivare le richieste dell’accusa. Da quanto emerso, la violenta lite di un anno fa sarebbe scoppiata dopo il danneggiamento dell’auto della vittima. Peritore avrebbe accusato Cinardi di aver tagliato i pneumatici della sua automobile. Nel corso dell’udienza, non è mancata la tensione. La madre del trentatreenne ucciso si sarebbe rivolto a Cinardi, apostrofandolo come “assassino”.

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