Mafia, Vizzini confessa: gestivo appalti e droga in Lombardia

 
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GELA. Ha confessato reati per cui non è neanche indagato. Gestiva il traffico di droga e gli appalti nel Varesotto. Rosario Vizzini è stato chiamato a deporre ieri mattina nel processo stralcio Tagli pregiati contro 18 imputati.

In videoconferenza il collaboratore di giustizia ha ammesso di essere uomo di fiducia per gli Emmanuello. “Mi occupavo di droga in tutta Italia, ma anche di gestione di appalti per conto della “famiglia” – ha detto il collaboratore, che appena dieci giorni fa è stato condannato a Milano a 10 anni di reclusione. La sua base operativa era Busto Arsizio, ma si spostava continuamente.

Vizzini era stato arrestato l’ultima volta nel 2010. La squadra mobile trovò una pistola calibro 38 special nascosta sotto un albero e cocaina dentro casa. I poliziotti sono andati a colpo sicuro nel cantiere edile di Rosario Vizzini, e del nipote Angelo Vizzini, 32 anni a Magnano, in provincia di Milano. I due Vizzini si erano trasferiti da tempo in Lombardia, dove insiste una colonia di gelesi. In uno dei cantieri di Magnago, gestito da Vizzini, e del nipote Angelo sono stati trovati e sequestrati alcuni grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, una pistola revolver calibro 38 special con matricola abrasa e  6 cartucce. Per poter trovare l’arma (segno che sapevano cosa cercavano) i poliziotti hanno usato una ruspa dei vigili del fuoco per scavare il terreno.

Vizzini era stato arrestato per l’omicidio dell’avvocato Mirabile (e assolto dopo la sentenza della Cassazione) e nella maxi operazione antimafia “Tagli pregiati”. È conclamato da decine di operazioni antimafia la circostanza che in Lombardia la mafia gelese ha sempre fatto affari. In particolare Cosa nostra ha esportato parte della sua attività illecita.

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