“Maggioranza-sindaco genuflessi a Regione”, Di Cristina: “Solo scippi, serve vertenza”

 
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Di Cristina parla di "vergogna" per quanto accaduto

Gela. Rispetto agli esordi, piuttosto “freddi”, negli ultimi tempi i rapporti tra l’amministrazione comunale e il governo regionale del presidente Nello Musumeci sembrano attraversare una fase decisamente favorevole. Anche sull’iter del porto rifugio, Greco non ha lanciato strali verso gli uffici palermitani e il feeling politico con l’assessore Marco Falcone e con il governo Musumeci pare non essere sfuggito né ai dem né ai grillini del Movimento cinquestelle, che non a caso hanno platealmente contestato le posizioni dell’avvocato. Decisamente netto è il segretario provinciale del Pd Peppe Di Cristina, che chiama in causa non solo il primo cittadino, ma più in generale l’intera maggioranza. “Vorrei capire quale sia la posizione di questa maggioranza davanti ad un presidente della Regione che ha deciso di trasformare la città in una discarica”, dice Di Cristina riferendosi al progetto di aumento dei quantitativi di rifiuti conferibili a Timpazzo. Sul porto, del resto, la versione dem è sicuramente discordante rispetto a quella ufficiale di Greco e del governo regionale. “Piuttosto che continuare a parlare di cose accadute in passato – spiega ancora il segretario del Pd – perché non si pensa al fatto che l’assessore Falcone, negli ultimi quattro anni, ha annunciato circa venti volte che la procedura per il porto era completa? Invece, ad oggi non c’è assolutamente nulla. Per non parlare dei continui annunci del deputato Michele Mancuso”. Di Cristina bolla come “genuflesso” l’approccio che l’amministrazione comunale tende ad avere nei confronti di una Regione “che ha tagliato 130 milioni di euro della darsena commerciale messi dal Pd e ha scippato il sogno alla città”. “Faremo un report ben dettagliato su quello che è stato fatto e su ciò che ancora manca per il porto – aggiunge – e capiremo chi ha lavorato per la città e chi, invece, è contro questo territorio”. “Si confondono i diritti con i privilegi – continua ancora – e si tende a dimenticare tutto quello che ci è stato tolto”. Tra gli altri casi aperti, il segretario del Pd ricorda il tribunale senza un presidente ormai da due anni. “Sulla questione – precisa – noi abbiamo ottenuto l’interessamento e l’intervento pubblico del presidente della commissione antimafia regionale e del deputato Carmelo Miceli, che è componente dell’antimafia nazionale. Non è possibile che in un territorio come questo il presidio della giustizia e della legalità rimanga senza un presidente effettivo. Io sto con il tribunale e con le istituzioni. Invece, gli altri?”. La segreteria provinciale del Partito Democratico, attraverso le parole di Di Cristina, non lascia adito a troppi dubbi. “La città dovrebbe aprire una vera vertenza con la Regione, per tutto ciò che gli è stato negato o sottratto”, conferma.

Domani, è in programma un’assemblea provinciale del partito, in attesa di nuove determinazioni. Le parole di Di Cristina, che lo scorso anno sostenne l’uscita del Pd dalla giunta del sindaco Greco, ancora una volta segnano la fine dell’esperienza “arcobaleno” e un nuovo affondo al governo Musumeci. E’ in linea con le recenti uscite pubbliche del partito locale e sostiene il nuovo corso affidato al segretario Guido Siragusa. “Sono molto contento del lavoro che il partito sta facendo in città – conclude – e il segretario Siragusa ha il merito di coinvolgere giovani e tanti altri apporti, assai utili alla crescita del Pd”.

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