“Manager a giudizio”, per le morti alle Acciaierie Venete chiesto processo: Di Natale si salvò

 
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Di Natale è riuscito a salvarsi

Gela. Per i pm della procura di Padova devono andare a processo. I magistrati veneti hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dei manager di Acciaierie Venete e di quelli dell’azienda che si occupò della realizzazione del perno che sarebbe ceduto, facendo crollare una siviera, carica di materiale incandescente. Il grave incidente, risalente allo scorso anno, causò la morte degli operai Sergiu Todita e Marian Bratu, deceduti a causa delle terribili ustioni riportate. Alla morte è scampato l’operaio gelese David Di Natale, dipendente di un’azienda dell’indotto dello stabilimento padovano, la Hayama Teac Service. Anche il titolare della società per la quale lavorava il quarantunenne gelese dovrà presentarsi dal gup, si tratta di Vito Nicola Plasmati. Di Natale ha riportato profonde ustioni ed è stata necessaria una lunga convalescenza. L’accusa di omicidio colposo viene contestata ad Alessandro Banzato e Giorgio Zuccaro, vertici di Acciaierie Venete; a Dario Fabbro, Giampietro Benedetti e Giacomo Mareschi Danieli, tutti manager della Danieli Centro Cranes spa. Per Plasmati, invece, i pm padovani ipotizzano le lesioni causate a Di Natale e ad un altro operaio, a sua volta sfuggito alla colata incandescente.

Da quanto ricostruito attraverso perizie tecniche, un carroponte sarebbe stato collegato alla siviera, poi crollata. Un perno non avrebbe retto al peso e la siviera si sarebbe staccata, con tutto il materiale incandescente che travolse i lavoratori, in quel momento presenti nello stabilimento. Gli imputati dovranno presentarsi dal gup del tribunale di Padova a fine novembre.

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