Manca l’ortopedico in ospedale, negato intervento al femore a pensionata di 79 anni

 
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La 79enne ha atteso il trasferimento accompagnata dal figlio Rosario Metellino.

Gela. Congelata l’attività chirurgica di emergenza in Ortopedia per mancanza di medici. Una pensionata di 79 anni protagonista involontaria di un infortunio domestico dovrà essere trasferita in una struttura ospedaliera idonea dell’isola. In una caduta accidentale ha riportato la frattura del polso e del femore, come diagnosticato prontamente dagli incolpevoli medici del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”. “Nonostante il tempestivo intervento del personale del 118, dei sanitari e – assicura Rosario Metellino, figlio della malcapitata – i posti letti disponibili in Ortopedia, mia mamma dovrà essere trasferita presso un ospedale più efficiente. Potrebbe essere dirottata anche a centinaia di chilometri dalla città. A confermarlo è stato il medico che l’ha presa in cura. Dopo le prime cure non ha potuto fare altro che allargare le braccia in segno di impotenza dicendo: sua madre dovrà essere trasferita”.

Il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, contattato questa mattina, aveva assicurato la “continuità delle attività”, scongiurando un eventuale rischio di blocco con la “sostituzione ad interim dell’ortopedico assente, a sua volta, per infortunio”. E’ toccato alla 79enne toccare con mano le carenze della sanità locale dopo essere stramazzata sul pavimento mentre cercava di alzarsi da una sedia. Una esitazione sfociata in gravi fratture. “A preoccupare i sanitari non è la frattura al polso prontamente ingessato – spiega Metellino – ma quella al femore che, invece, a detta dell’unico ortopedico, richiederebbe un approfondimento chirurgico entro 48 ore. In ospedale la situazione è paradossale. In reparto sono ricoverati pazienti anche da cinque giorni in attesa di un intervento chirurgico indispensabile a sognare le dimissioni per tornare a casa. Eppure, solo due anni addietro, in Ortopedia la situazione era diversa – assicura Rosario Metellino – Eravamo entusiasti per le attenzioni durante il ricovero e i brevi tempi di guarigione di mia madre sottoposta, in quella occasione, ad un intervento chirurgico di applicazione di una protesi. Oggi – spiega – non possiamo fare altro che accettare un trasferimento, sintomo di una sanità latente”. Dopo una estenuante attesa in Astanteria legata alla difficoltà di trovare un posto per il ricovero ospedaliero in una struttura siciliana, il figlio della 79enne ha deciso di firmare le dimissioni della mamma. “Domattina torneremo in ospedale – conclude – sperando che i medici trovino un luogo adeguato dove potere essere ricoverata e operata”. 

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