Mancuso-Asp, “tregua” dopo lo scontro: “Da parte le polemiche, ma bisogna fare di più”

 
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Razza e il manager Asp Alessandro Caltagirone

Gela. Gli spazi per andare avanti sembrano esserci. Pare rientrare, seppur in parte, lo scontro a distanza, che nelle ultime settimane ha contrapposto il parlamentare Ars Michele Mancuso e il management di Asp. C’è stato un incontro tra il deputato regionale e il management di Asp. Le posizioni non sembrano più così rigide. Mancuso aveva anche chiesto le dimissioni del manager Alessandro Caltagirone, tirando in ballo anche le responsabilità politiche dell’assessore regionale Ruggero Razza, che fa parte del governo sostenuto da Mancuso e da Forza Italia. “In questi giorni ho avuto modo di chiarire la mia posizione con il direttore generale dell’Asp nissena e il direttore sanitario, a dimostrazione che il mio obiettivo non era la sterile polemica, bensì la tutela del territorio, mediante il funzionamento della macchina sanitaria. Dunque, nulla di personale se nell’incontro con i vertici aziendali ho dovuto ribadire l’urgenza di rimettere in funzione la lungodegenza nell’ospedale di Mussomeli, piuttosto che di Mazzarino. C’è totale intesa – spiega Mancuso – per costruire il primo pronto soccorso cittadino a Mussomeli. Tra l’altro c’è anche una proposta di donazione da tenere in considerazione”. I due nosocomi principali del territorio, il “Vittorio Emanuele” e il “Sant’Elia” di Caltanissetta rimangono osservati speciali. “Durante l’incontro si è parlato anche delle carenze dei due più grandi nosocomi della provincia – continua – quello di Gela, di cui ricordo la preoccupante situazione in neurologia e urologia, tra mille difficoltà e mancanza di medici,  così come il “Sant’Elia”, in cui persiste il problema della carenza di anestesisti e quello degli accorpamenti, anche se momentanei, di reparti. Abbiamo affrontato il tema dei bandi per le assunzioni di personale, che necessitano di essere attivati per garantire l’assunzione di tecnici, personale medico e paramedico”. Il parlamentare forzista sembra intenzionato ad arrivare ad una tregua, anche politica.

“Nonostante i precedenti scontri, nel corso dei quali ho dovuto ribadire a chiare lettere una certa assenza dei vertici sanitari locali. Adesso però serve mettere da parte i rancori e collaborare per garantire servizi efficienti ai cittadini – conclude – con la consapevolezza che le cose possono funzionare se c’è comunione di intenti,  tornando ad essere, come e meglio di prima, promotori di crescita e di sviluppo. Allora sì che potremo parlare di opportunità per tutta la provincia. Sicuramente, l’ascolto dei problemi del territorio è fondamentale per dare risposte concrete. Invito i responsabili a fare molto di più e dimostrare con i fatti che con il dialogo si possono ottenere le cose migliori. Personalmente, devo riconoscere che fino ad un certo punto la direzione strategica e il direttore generale in primis sono stati efficienti ed efficaci. Sono certo che questo clima si possa e si debba ripristinare, per onorare l’incarico che ognuno di noi svolge per la nostra terra e per la nostra gente”.

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