Marijuana coltivata a Spinasanta, scarcerato anche Rosario Giannone: annullata l’ordinanza

 
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Gela. Ordinanza di custodia cautelare annullata dai giudici del riesame di Caltanissetta e il cinquantottenne Rosario Giannone torna libero. Scarcerati anche i due figli. L’uomo era finito nel carcere di Balate dopo un blitz degli agenti di polizia che, a Spinasanta, scoprirono una piantagione di marijuana, sequestrando oltre mille piante. In base alle accuse, ci sarebbe stato anche il cinquantottenne dietro a quella coltivazione. Una tesi contestata dalla difesa, sostenuta dall’avvocato Salvo Macrì, che invece ha sottolineato la totale estraneità ai fatti dell’agricoltore. Una linea adesso accolta dai giudici del riesame che hanno disposto l’annullamento dell’ordinanza e la scarcerazione. Una decisone analoga a quella emessa, negli scorsi giorni, nei confronti di Giuseppe Giannone, figlio di Rosario. Anche il trentenne, a sua volta difeso dall’avvocato Salvo Macrì, è tornato in libertà dopo l’annullamento dell’ordinanza. Entrambi, già davanti al gip, avevano escluso di sapere che in quel podere di Spinasanta si stesse coltivando marijuana. Ad ammettere i fatti, invece, è stato l’altro arrestato, Nunzio Giannone, che, comunque, ha sempre sostenuto di non aver mai comunicato quanto stava accadendo né al padre Rosario né al fratello Giuseppe. Nel caso del trentaseienne, l’avvocato Macrì ha chiesto una misura alternativa alla detenzione. I giudici del riesame gli hanno concesso gli arresti domiciliari.

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