Maxi blitz contro la nuova stidda, indagati al riesame: capi e affiliati si difendono

 
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Gli indagati si sono rivolti ai giudici del riesame

Gela. Presunti capi e gregari, dopo gli arresti, si sono rivolti ai giudici del tribunale del riesame di Caltanissetta. I coinvolti nelle maxi inchieste “Stella cadente” e “Leonessa”, che hanno disarticolato quella che gli inquirenti ritengono la nuova cellula della stidda, hanno impugnato le ordinanze firmate dal gip e ottenute dai pm della procura nissena e di quella di Brescia. I legali che li rappresentano hanno esposto una versione dei fatti in controtendenza, rispetto a quella che ha invece fatto scattare il blitz. A supporto delle tesi dell’accusa, in aula c’erano i magistrati della Dda di Caltanissetta, convinti di aver individuato il nodo fondamentale di estorsioni e danneggiamenti, registrati negli ultimi anni in città. Tra gli indagati, al riesame si è presentato il presunto capo Bruno Di Giacomo, che si sarebbe mosso insieme al fratello Giovanni Di Giacomo. La difesa, sostenuta dall’avvocato Francesco Enia, ha risposto punto per punto alle accuse, sostenendo che Di Giacomo non sarebbe dietro alle presunte messe a posto e alle ritorsioni contro gli esercenti che non acconsentivano ad ottenere forniture dalle sue aziende e da quelle di altri presunti affiliati. E’ un lungo elenco, con decine di indagati che si sono rivolti al riesame. Hanno respinto gli addebiti anche i legali di Alessandro Pennata, gli avvocati Giovanni Cannizzaro e Giacomo Di Fede.

Avrebbe messo a disposizione dell’organizzazione un’azienda e inoltre si sarebbe speso per imporre la restituzione di denaro al titolare di un’attività commerciale. Punti esclusi invece dalla difesa. Ai giudici del riesame, chiedendo di rivedere l’ordinanza di custodia cautelare, si sono rivolti molti altri indagati, come Gaetano Marino (difeso dall’avvocato Francesco Enia), Giuseppe Antonuccio (con il legale Anna Lorefice), Benito Peritore (rappresentato dall’avvocato Carmelo Tuccio) ed Emanuele Lauretta (con l’avvocato Cristina Alfieri). Nei prossimi giorni, proseguirà la trattazione dei ricorsi presentati dalle difese degli arrestati.

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